LA GAFFE DI CHRISTINE LAGARDE

Salvatore Buglio, persona di cui non condivido quasi niente ma sicuramente il più abile politico di Nichelino, amava ripetere una frase: “Una smentita è una notizia data due volte.”

La Presidente della BCE, Christine Lagarde, ha finalmente annunciato dei provvedimenti monetari a sostegno della lotta contro il coronavirus in Europa: 120 miliardi di euro in aggiunta al QE (quantitative easing) che, aumenta la moneta in circolazione aiutando le banche e il credito delle diverse Nazioni della UE.

Tutto bene quindi?

No.

Perché, a una domanda sulla riduzione dei tassi, ha risposto testualmente: “noi non siamo qui per risolvere il problema dello spread”.

Lo spread è il differenziale tra il rendimento dei titoli di stato di ogni Nazione UE e quelli dello Stato più forte, la Germania. In pratica ha affermato che la BCE non si pone nessun obiettivo di riequilibrio tra le diverse Nazioni: un duro colpo nei confronti dei Paesi più deboli.

Poi la Lagarde si è corretta, smentendo questa interpretazione. Forse non si è resa conto della importanza delle parole di chi occupa posizioni di così grande responsabilità. Basti ricordare le parole del suo predecessore, Mario Draghi che fermò la speculazione internazionale contro l’Europa durante la crisi economico-finanziaria degli anni scorsi con 3 parole: “Whatever it takes”, cioè la BCE era pronta a intervenire “in ogni modo e con qualsiasi strumento”, il principale dei quali è stato il Quantitative Easing.

Se quelle parole erano state salutari per l’Europa, la gaffe di Christine Lagarde ha causato sconquasso in tutte le borse e soprattutto in Italia, il Paese che in teoria avrebbe dovuto ricevere maggiori aiuti visto che è in prima linea contro il coronavirus: la borsa di Milano ha perso 17 punti e lo spread ha superato i 260 punti (a inizio anno era sceso fino a 140).

Giustamente è intervenuto con forza il nostro Presidente della Repubblica Mattarella che ha detto:

L’Italia sta attraversando una condizione difficile e la sua esperienza di contrasto alla diffusione del coronavirus sarà probabilmente utile per tutti i Paesi dell’Unione Europea. Si attende quindi, a buon diritto, quanto meno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l’azione.

Come ho detto la Lagarde si è corretta ma resta il dubbio che quella frase non sia una “voce dal sen fuggita” come diceva Metastasio o, come dicono i ragazzi, che abbia parlato senza attivare il cervello. Christine Lagarde è persona troppo intelligente e quindi temo che quella frase come la lunga esitazione a intervenire finanziariamente sull’emergenza coronavirus, rispecchi una linea di rigore a volte spietato (come ha avuto verso la Grecia quando era al FMI, Fondo Monetario Internazionale). È una linea che tende a proteggere l’Istituzione di cui è presidente più che il ruolo che questa deve avere nella dinamica europea.

Una linea che, invece che rafforzare l’Europa, aumenta le spinte centrifughe e le tensioni nazionaliste.

Una linea che sarebbe stata sbagliata di fronte alla guerra dei dazi scatenata da Trump e che è disastrosa di fronte a questa pandemia che avrà inevitabilmente effetti recessivi.

di Angelino Riggio

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