MESSER GIOVANNI BOCCACCIO DENUNCIA PER PLAGIO IL NOSTRO GIORNALE

Oggi abbiamo ricevuto, direttamente dal paradiso, questa mail (Ormai anche lì non si usano più le penne, infatti protestarono e scioperarono soprattutto gli angeli perché in mancanza di oche, gli scrittori le strappavano a loro).

Questa mail diceva: “Al direttore del giornale on line “piazzadivittorio.it”. Il sottoscritto messer Giovanni Boccaccio denuncia per plagio il giornale ed il firmatario dell’articolo UN GIOCO CONTRO LA NOIA DEL CORONA VIRUS…. ecc. ecc.

In sintesi, Giovanni Boccaccio ci accusa di aver utilizzato il suo romanzo (“Il Decamerone”) per proporre ai nostri lettori il gioco dell’invio alla redazione del giornale, durante la quarantena per corona- virus, una piccola analisi del libro più amato da ogni singolo lettore. La redazione ha incaricato Gianni Zanirato, il colpevole, a contattare direttamente il Boccaccio.

Dopo le nostre scuse, il grande novelliere ha accettato una intervista parlando in italiano corrente. La riportiamo qui sotto.

ZANIRATO: Mi perdoni, messer Boccaccio, per aver, inconsapevolmente, utilizzato un suo libro per un gioco. Non sapevo che Lei si sarebbe arrabbiato e mi scuso. Sono un suo fedele lettore e, quando insegnavo alle medie superiori, ho dedicato sempre molto spazio a Lei e alle sue opere. Affermavo che è Lei che ha spalancato le porte al Rinascimento.

(A queste mie parole il Maestro manifesta soddisfazione professionale: sulla terra ci sono ancora persone che si ricordano di lui!).

BOCCACCIO: Perché lei ha voluto utilizzare una mia invenzione per il suo “gioco”, come l’ha chiamato?

ZANIRATO: Mi scusi, Maestro, può essere più chiaro? Non ho ancora capito esattamente in cosa consista il mio errore.

BOCCACCIO: …Eppure lei ha affermato che ha letto il mio “Decameron”.

ZANIRATO: Lo confermo, mi spieghi, Maestro.

BOCCACCIO: Mi riassuma brevemente l’inizio del mio, modestamente, grande capolavoro.

ZANIRATO: Un martedì di primavera del 1348, mentre la peste devasta Firenze, una brigata di sette fanciulle e tre gio­vani di elevata condizione sociale s’incontrano nella chiesa di Santa Maria Novella e decidono di cercare scampo al contagio e all’immoralità dilagante, ritiran­dosi in una villa in campagna. La permanenza della lie­ta brigata, fuori Firenze, dura due settimane. Qui trascorrono il tempo tra banchetti, canti, balli e giochi, de­cidendo che ciascuno, nelle ore più calde del pomerig­gio, racconterà una novella. Poiché si sospendono le at­tività il venerdì e sabato, riservati alla penitenza e a pra­tiche devote, le giornate di narrazione si riducono a die­ci. Quotidianamente viene eletto un re o una regina cui spetta il compito di fissare un tema per i racconti. Alla fine di ogni giornata una donna recita una ballata che fa da con­trappunto alla materia narrativa.

Aggiungo, non compreso nel suo libro: I cronisti raccontano che l’epidemia, scatenata da un focolaio orientale e dilagata nelle città portuali europee, sarebbe approdata a Firenze, già afflitta da una profonda crisi economica e politica, in primavera per dileguarsi in ottobre-novembre. Nell’arco di cinque anni, dal 1347 al 1352, la pandemia si estese dal Mediterraneo alla Scandinavia e ai Balcani, uccidendo almeno un terzo della popolazione europea.

Spero, Maestro, che il riassunto sia vicino a quello che Lei si aspettava.

BOCCACCIO: Direi di sì. Ora confronti il suo giochino con il mio Capolavoro e capirà.

ZANIRATO: Credo d’avere intuito. Peste = Corona – virus; giovani che raccontano = i nostri lettori; i racconti aiutano a crescere e a divertirsi = la lettura apre il cervello ed il cuore.

BOCCACCIO: Esatto. Vede che avete copiato dal mio capolavoro? Oggi avrei sicuramente il premio Nobel e tanti tanti soldi senza bisogno di mendicare dai ricchi signori.

ZANIRATO: Le assicuro che la somiglianza è stata assolutamente involontaria, mi creda, dovuta al fatto che nel mio subconscio le sue straordinarie opere erano presenti.

BOCCACCIO: Mi ha convinto. Ritiro la mia denuncia. Ho sentito che gestite una libreria con solo volontarie e volontari. Che vi occupate di cultura, di letteratura, di poesia. Gestite lezioni pubbliche. Complimenti. Libri, lezioni, confronto e cultura formano persone preparate per migliorare il mondo.

ZANIRATO: Grazie, Maestro. Le sue parole ci gratificano tantissimo e ci aiuteranno a migliorarci.

Una curiosità, perché lei si trova in paradiso nonostante le sue novelle “boccaccesche”. Come mai?

BOCCACCIO: Ma lei pensa che Dio sia così noioso e voglia un paradiso in cui non ci si diverte mai? Tutt’altro, lui vuole che ci divertiamo perché spesso l’inferno l’abbiamo già vissuto sulla terra e lui vuole ridere con noi. Le mie Novelle aiutano tutti a divertirsi. Vedesse come, a volte, ride di gusto quando gliele racconto…

Una cortesia. Posso anch’io partecipare al vostro gioco? Vedo che non sono tanti coloro che hanno aderito.

MORALE

Rispondete alla domanda: quale è stato il libro più importante della tua vita? Mi raccomando, articolo non troppo lungo. Se volete maggiori informazioni vedere articolo su “piazzadivittorio.it”

Inviare per la pubblicazione a conte.francesco@tin.it

Entrerete nel numero dei nostri collaboratori e potrete inviarci anche vostri brevi articoli.

di Gianni ZANIRATO

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