LA PIRAMIDE DEL VIRUS

È un momento buio.

Molti mi chiedono quando si vedrà la luce. Rispondo che non lo so. Non lo sanno nemmeno i migliori virologi al mondo perché si tratta di una situazione assolutamente nuova.

Certo sono avvantaggiate le nazioni che hanno già vissuto gravi emergenze epidemiche come la Corea del Sud (che ne ha subite ben due prima di questa) e la Cina che, governata da un regime antidemocratico ed avendo enormi risorse economiche e territoriali, ha potuto attuare misure di isolamento inimmaginabili (60 milioni di persone). Con tutto ciò, anche questi Paesi non possono abbassare la guardia: in Corea c’è una nuova impennata dei morti e in Cina temono, giustamente, le infezioni di ritorno perché la situazione durerà a lungo.

Quanto a lungo?

Posso fare solo delle previsioni. Il covid 19 è del tutto sconosciuto al patrimonio anticorpale di qualsiasi essere umano sul Pianeta. È quindi decisamente molto più letale di una influenza (anche se, per l’influenza muoiono ogni anno 20.000 persone, perlopiù anziani e soggetti con gravi patologie concomitanti). Il coronavirus ha una mortalità maggiore ma il suo comportamento epidemiologico è lo stesso dell’influenza al netto del vaccino, che malgrado i no-vax, molti fanno per fortuna.

I modelli matematici dicono che si infetterà dal 20 al 70% della popolazione, dopodiché ci sarà la famigerata “immunità di gregge” tirata in ballo dall’ineffabile Boris Johnson (che naturalmente poi si è rimangiato tutto).

Si tratta di numeri enormi che però vanno distribuiti tra i morti, i ricoverati in terapia intensiva, i ricoverati in pre-intensiva e nei reparti ordinari, i contagiati monitorati a casa, e infine gli asintomatici.

Possiamo immaginare quello che abbiamo davanti come una piramide al cui vertice sono i morti e alla base ci sono i contagiati silenti che a, loro volta, si dividono in due categorie: quelli con la malattia in incubazione, e che quindi si ammaleranno, e quelli che supereranno l’infezione senza ammalarsi.  Questi sono il numero maggiore: è stato stimato che dal 60 all’80% dei contagi deriva da queste persone. Ancora più in basso nella piramide c’è tutta la popolazione in cui nessuno è escluso dal rischio del contagio.

C’è un movimento dal basso verso l’alto dei soggetti che fanno parte della piramide. Con che velocità e con quali dimensioni avverrà questo movimento dipende dalle misure prese contro il virus.

Alla luce di questo, si capisce quale sia la strategia più efficace.

È giusto fare il possibile per impedire i decessi con la terapia intensiva e sub-intensiva ma queste non sono una risorsa infinita in termini umani, strutturali, tecnologici, farmacologici.

È giusto diagnosticare immediatamente i nuovi casi e individuare, tramite i tamponi, l’area di contagio da cui provengono e quella che essi stessi hanno determinato per mettere in quarantena i contagiati.

Ma la cosa fondamentale è evitare che la massa dei contagiati silenti contagi nuovi soggetti.

Chi può fare questo è solo ognuno di noi, rispettando in modo rigoroso, le indicazioni di comportamento (uscire solo per motivi indispensabili, tenere la distanza, rispettare l’igiene, ecc.). Non farlo è di una gravità incredibile.

So che le misure prese sono dure. Bisogna però avere consapevolezza che una leggerezza può significare la morte di una persona cara e, soprattutto, tempi più lunghi per sconfiggere l’epidemia. Comportamenti irresponsabili rendono necessari provvedimenti più gravi e per un periodo più lungo.

Pazienza e, ancora una volta: responsabilità.  

Anche se non sembra, questa è una battaglia politica. Non di quella dei talk show o di facebook.

Le situazioni estreme semplificano i concetti.

Parlo della vera politica: lo scontro cioè tra chi mette al primo posto l’interesse collettivo e coloro che pensano prima o soltanto a sé. Questi ultimi sono un grave danno per la società.

È compito della buona politica (basata su ideali, impegno, generosità e cultura) contrastare gli egoisti, non solo adesso ma anche quando saremo tornati alla normalità.   

di Angelino Riggio

One comment Add yours
  1. Condivido per la chiarezza e la spiegazione semplice per un problema abbastanza complicato come un virus invisibile si spera nella scienza e nella ricerca scientifica intanto un plauso a tutti i medici e infermieri e protezione civile Croce rossa italiana e tutti i volontari con simpatia un abbraccio

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