IL VALORE DI UNA CAREZZA

In questi giorni tristi di sacrosanto isolamento pressoché totale, Anna pensa a quanto, invece, ci sarebbero d’aiuto, se mai si potesse, una semplice carezza, una semplice stretta di mano!

Nella mente di Anna si affaccia un ricordo. Alcuni anni fa fu sottoposta ad un esame piuttosto invasivo per il sospetto, poi purtroppo confermato, di una di quelle malattie di cui si fa fatica a pronunciare il nome.

 Non era la prima volta che viveva quella trafila e ascoltava l’atroce sentenza. In quell’ambulatorio, dunque, non aveva paura del dolore fisico che quell’esame poteva causarle. Era l’esito dell’esame ciò che la angosciava. Vicino al lettino su cui era stesa, oltre al medico, c’era un’infermiera. Anna le rivolse occhi pieni di paura per ciò che quella poco piacevole indagine avrebbe potuto decretare: salute o malattia, vita o morte. Istintivamente allungò una mano. L’infermiera gliela prese fra le sue e gliela strinse forte. In quella stretta, in quell’attimo, passò tutto il coraggio che Anna non sapeva più darsi da sola!

Chissà, se a coronavirus debellato (?) avremo capito l’importanza di una carezza, di un abbraccio, per trasmettere tutto, dalla paura al coraggio, dalla tristezza alla felicità, al ringraziamento per chi, in ogni occasione, ci ha saputo curare, anche “solo” l’anima?

di Aura Rosati

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