RIFLESSIONI AL TEMPO DEEL CORONAVIRUS

Ebbene, è arrivato. Sono almeno 50 o 60 anni che ci siamo messi d’impegno per violentare questo nostro pianeta e la natura ha risposto così. Inquinamento, mutazioni climatiche, scioglimento dei ghiacciai, riduzione delle calotte polari ecc. sono concatenazioni devastanti, ma gli appelli accorati degli scienziati sono sempre caduti nel vuoto. Come noto, anche l’ultimo meeting di Madrid è fallito miseramente! Governi insensibili e/o demenziali? Certo, ma ricordiamoci bene che i governi (nelle democrazie) sono l’espressione della volontà del popolo. Un popolo, quindi, che nella sua maggioranza, si è mostrato inadeguato ad affrontare i temi di cui sopra. Sottocultura, menefreghismo, consumismo incontrollato, populismo: ecco un mix devastante, che sembra sempre più radicato, ovunque si volga lo sguardo! Ed ecco, puntuale, la risposta della natura. E ora, cosa fare? Come fisico, mi aggancio ad una meravigliosa teoria, che si è sviluppata nei primi 25 – 30 anni del XX secolo, ovvero la meccanica quantistica. E’ una teoria bizzarra e applicabile al mondo microscopico, e che forse nessuno ha mai capito a fondo (parole del premio Nobel Richard Feynman), ma che gli addetti ai lavori sanno bene come usare. I cellulari, la PET e tante altre conquiste sono merito della meccanica quantistica.

Come dicevo, una teoria bizzarra, non rappresentativa della realtà come la intendiamo noi. Per dirla in breve, una particella (elettrone, ad esempio) non “esiste” sino a che non si effettua una misura predisposta a rivelarlo. O meglio, esiste contemporaneamente in una “sovrapposizione” di stati, ognuno dei quali caratterizzato da una data probabilità. Solo la misura fa crollare il castello della sovrapposizione e stabilisce un contatto con il reale. Un esempio conosciuto da molti è il paradosso del gatto di Schrödinger che descriverò brevemente. Un gatto è chiuso in una scatola, con un marchingegno diabolico. Un nucleo radioattivo ha la probabilità del 50% di decadere in un’ora, e se lo fa, aziona un meccanismo che mette in movimento un martelletto che rompe, a sua volta, una fiala di cianuro. La scatola è chiusa ermeticamente. Bene, per la meccanica quantistica, finché non viene effettuata un’osservazione, il gatto si trova in una specie di limbo, dove è vivo e morto contemporaneamente. Solo all’apertura della scatola questa sovrapposizione decade e il gatto assumerà il suo stato definitivo (o vivo, o morto)

Il virus, con una buona dose di fantasia, lo vorrei trattare al pari di una particella quantistica. Me lo immagino, dunque, in una sovrapposizione di stati (ad esempio in tante posizioni diverse, contemporaneamente) e come tale (così come accadeva per il nostro povero gatto, la cui sorte era legata alle stranezze quantistiche di un nucleo radioattivo) un’osservazione farà decadere questa sovrapposizione. Ma, nel caso specifico, di che osservazione stiamo parlando? E’ molto semplice, purtroppo alla portata di tutti: una corsa nel parco in compagnia, una partita alle carte o alle bocce o a calcetto, una cena fra parenti o amici, insomma cose normali in tempi normali. Ma i tempi non sono normali!

Si dirà: ma dove sta il parallelismo con il gatto? Non esiste, o meglio è puramente virtuale. Il gatto dopo l’osservazione ha una probabilità del 50% di essere vivo e altrettanto di essere morto; il virus è al 100% vivo e pronto a colpire. E’ dura, ma per portare questa probabilità a zero, proviamo una volta tanto a rispettare tutti quanti le regole imposte. Ricordiamoci, che per effetto dei nostri gesti sconsiderati, non sarà comunque la Terra a scomparire (continuerà la sua esistenza per almeno altri 5 miliardi di anni), ma il genere umano.

“Due sole cose tendono ad infinito: l’universo e la stupidità umana. Sulla prima però ho ancora dei dubbi”. (A. Einstein)

di Fulvio Zampedri

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