SCIENZA VS COMPLOTTISMO

Un servizio del 2015 della trasmissione scientifica “Leonardo” riferiva degli esperimenti di scienziati cinesi che studiavano il comportamento delle proteine del coronavirus della SARS. È bastato rivedere questo video al “coltissimo” Salvini per spingerlo a postare il video sul suo profilo e annunciare una interpellanza parlamentare avanzando l’ipotesi che l’attuale covid-19 sia nato in un laboratorio cinese per fare bioterrorismo. Nulla di nuovo: anche Trump parla di virus cinese.

In risposta la comunità scientifica, unanime, ha dimostrato che il virus è naturale e non è nato in laboratorio.

Basterà questo ai complottisti?

No. Non basterà.

Eratostene ha calcolato già nel 200 a. C. che la circonferenza della Terra è di circa 40.000 chilometri (con un errore rispetto agli strumenti attuali di 400 Km) confermando quello che sostenevano già da secoli i greci che la Terra è sferica. Eppure ancora oggi ci sono i sostenitori della Terra Piatta.

In Italia 13 milioni di persone ricorrono a maghi e astrologi: ce ne sono 155.000 e il loro fatturato è di otto miliardi.

In molti Stati USA si insegna il Creazionismo e il 42% degli Americani pensa che le diverse specie di animali siano state create così come sono da Dio e non che si siano evolute come ha dimostrato Darwin.

I vaccini hanno salvato milioni di persone da malattie terribili (la poliomielite, il morbillo, la TBC, la malaria, ecc.) e speriamo che ci protegga in un futuro non lontano dal covid-19, eppure la schiera dei no-vax ha trovato potenti sponde nella politica.

La Chiesa ha riconosciuto solo pochi anni fa il grave errore nella condanna di Galileo. È ancora santo il cardinale Bellarmino che ha fatto bruciare vivo Giordano Bruno perché aveva sostenuto che ci sono infiniti mondi e infiniti universi. Allo stesso modo è ancora santo Cirillo che incitò i suoi seguaci (i parabolani) a lapidare e scorticare viva la scienziata Ipazia nel V secolo d.C.

La scienza, a differenza del complottismo, dubita di sé stessa, si basa sul metodo sperimentale, sull’analisi di prove ed errori e quanto non è interamente spiegabile apre le porte a nuove frontiere: così è stato con la scoperta della geometria non-euclidea o della meccanica quantistica che espande le conoscenze della meccanica newtoniana.

Gli scienziati giungono alle loro conclusioni dopo lunghi anni di studio, di costruzione di ipotesi, di verifica della loro falsificabilità tramite sperimentazioni, di confronto con i loro pari, di validazioni prudenti dei loro risultati.

La scienza non fa cose immorali come illudere la gente disperata come è stato con l’infame “metodo Stamina” e la “Cura Di Bella” contrabbandati come strumenti per combattere le malattie neurovegetative il primo e i tumori la seconda.

La scienza non si fa per “sentito dire”, su facebook o su youtube come è avvento per l’Avigan, ripreso da Sgarbi (ottimo critico d’arte ma zero come scienziato).

Penso sia grave che i politici facciano sponda alle teorie antiscientifiche. Per le affermazioni scientifiche è bene ascoltare solo le persone specializzate o le riviste più serie.

di Angelino Riggio

2 comments Add yours
  1. Carissimo Angelo, condivido quanto affermi e lo considero anche mio per vecchia scuola comune. Vorrei aggiungere una cosa,Quale è la motivazione? C’è sempre una motivazione in quello che succede e allora perchè il complottismo? non è solo una battaglia di oscurantismo contro scienza. Nell’oscurantismo c’è ignoranza ma c’è anche l’interesse a sfruttare l’ignoranza per un utile che può essere personale, di gruppo o di nazione, c’è l’utile sotto forma di soddisfazione, di prevaricazione, ma anche di denaro o di potere. A proposito, in questi giorni di coronavirus se ne sentono e vedono di tutti i colori. ti riporto quanto ho scritto sul Tocilizumab a titolo di esempio discutendone con un gruppo di amici:
    Cari amici, a proposito di tocilizumab (che sia farmaco efficace o non efficace sul coronavirus) rimettiamo i piedi per terra. Questa è una chat tra amici di vecchia e rinnovata data per cui ciascuno ha diritto a esprimere la propria opinione. Questo è un punto per me chiaro e penso lo sia per tutti.
    Sul tocilizumab ho già espresso la mia opinione e dico che è solo una opinione, la mia e niente di più. Questo dico , ma non posso dimenticare che ho una storia di quasi 40 anni di studio di farmaci che mi ha portato a fare, promuovere, studiare, approfondire, criticate e seguire numerose sperimentazioni scientifiche condotte da Medici, sono entrato in contatto con il Mario Negri di Silvio Garattini e con la Commissione per l’immissione dei farrmaci in commercio e nel Prontuario terapeutico Nazionale (AIFA). Con questo bagaglio di esperienza penso di potere affermare quanto segue.

    Allo stato di fatto sul Tocilizumab non esiste nessuna e dico nessuna approvazione da parte degli Enti preposti dal ministero della sanità (AIFA) per la indicazione di antivirale o retrovirale né tantomeno per la cura di polmonite da coronarovirus, altrimenti dovrebbe essere riportata nella Scheda Tecnica e ciò ad oggi non esiste e nessuno può inserirlo nella Scheda Tecnica finché l’AIFA non lo autorizza e l’AIFA non può autorizzarlo finché l’iter scientifico necessario non sarà avviato e concluso con la dovuta corposa documentazione del caso contenente le sperimentazioni scientifiche realizzate secondo protocolli previsti che ne dimostrino at random e credo in doppio cieco contro placebo (contro altro principio attivo non sarebbe possibile non essendoci attualmente principio attivo di confronto) con tutti i dati di laboratorio e clinici necessari come prevedono i protocolli sperimentali. Questo ad oggi lo stato di fatto.
    Per il resto ciascun Medico, in carenza di terapia specifica, secondo coscienza, può utillizzare quanto ritiene utile. I suoi risultati possono portare evidenze per cui si possa richiedere l’avvio di fasi sperimentali per estendere la Scheda Tecnica del farmaco a nuove indicazioni . Questo è lo stato dell’arte ad oggi del tocilizumab.
    Nessuno è autorizzato a trarre conclusioni di efficacia clinica dimostrata, prima dell’iter anzidetto, al più si può parlare di primi risultati che possono fare sperare, ma non di più.
    Ma infine la domanda del cui prodest. Non posso dimenticare che il Tocilizumab è un farmaco biologico di ultima generazione dai prezzi proibitivi (1.500 euro a confezione) e dietro per forza ci sono gli interessi della proprietaria Roche, Azienda multinazionale farmaceutica svizzera e certe affermazioni azzardate da qualche medico iperprotagonista possono essere amplificate da questi interessi.

    Ciascuno ha diritto di esprimere la propria opinione in proposito, sia l’uomo di strada sia il rappresentante dell’Istituto superiore di sanità sia il rappresentante della protezione civile, ma resta solo e soltanto una opinione, più o meno autorevole ma non per questo diventerebbe una validazione scientifica per l’utilizzo del farmaco e ciò vale sia per il tocilizumab che per qualsiasi altro farmaco non ancora approvato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).
    Per concludere spero che l’emergenza in atto porti a un iter di ricerca rapido e comunque rigoroso come si deve sempre, e ripeto sempre, quando si tratta di farmaci e di salute umana. Come diceva il vecchio Boskov ai suoi giocatori; “partita finisce quando arbitro fischia”. Parafrasando possiamo dire ai giocatori in campo medico-sanitario:” farmaco è efficace quando AIFA lo afferma e firma per l’approvazione”.
    Un fraterno abbraccio prima di tutto ai contendenti, esteso parimenti a tutti gli amici. Rosario

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