IL LIBRO PIU’ IMPORTANTE DELLA MIA VITA di Carla DI RUSSO

Ragionare sul libro più importante della mia vita…ma è un compito impossibile!

Da quando ho imparato a leggere, non ho fatto altro che “divorare “libri su libri e quasi tutti hanno lasciato profonde impronte nel mio cuore, nella mia pancia, nella mia mente.

Piccole donne?

Ne conosco le battute a memoria (quanto le ho amate, quanto mi sono immedesimata in Jo, quanto ridere e quanto piangere leggendolo)

Il Piccolo Principe?

Quanti sospiri su quell’amore per la rosa egoista e l’amicizia della piccola volpe (e sempre grandi pianti sul finale della storia)

Nutella nutellae?

Un libretto comico di poche pagine- ma non sei seria, Carla- sì lo so, ma la prima volta che l’ho letto ho creduto di morire per quanto ridevo irrefrenabilmente nonostante gli acutissimi dolori di pancia…e se fossi morta dal ridere sarebbe certamente stato il libro più importante della mia vita

Potrei continuare all’infinito…

Ma forse la risposta più sincera è che il libro più importante della mia vita…è il libro che ho scritto io.

Un piccolo testo, la trascrizione commentata, nata quasi per gioco, del diario di guerra che mio nonno Enrico, ufficiale italiano, scrisse durante la Prima guerra mondiale.

Una sfida vinta, perché la scrittura del nonno era quasi indecifrabile (la grande fatica soprattutto di capire – grazie a pazienti e ostinate ricerche su internet – quali fossero i nomi dei luoghi e delle persone citate nel diario)

Un lavoro che ho voluto dedicare ai suoi sedici bisnipoti, ragazzi, ragazze, bambini e bambine le cui radici si “allungano” non solo in Italia, ma veramente in tutte le parti del mondo: nostra speranza che un giorno le guerre siano solo un ricordo della follia umana.

Credo che una parte dell’introduzione del piccolo libro (56 pagine!) possa spiegare bene cosa abbia rappresentato per me restituire il diario alla famiglia, come mio nonno, in un biglietto allegato al suo scritto chiedeva di fare nell’eventualità della sua morte:

…Leggendo le parole scritte da te nei mesi di guerra ho potuto scoprire un ragazzo coraggioso e temerario e anche molto fortunato (il pensiero che se ti fosse andata male in un paio di occasioni non ci sarebbe stata nessuna nipote a raccogliere queste tue memorie…ebbene sì, devo confessartelo, mi è venuto!)

Tu eri sinceramente convinto della necessità di quel conflitto, pure, dalla lettura appassionante del tuo diario, emergono difficoltà, privazioni, errori dei superiori, orrori, anche se non mancano momenti di sincero umorismo e antica cavalleria.

Sì, caro nonno bersagliere (ma come eri bello!) mi hai commosso e anche tu, in più di un’occasione, ti sei commosso, ma questo lasciamolo scoprire a chi avrà il piacere di leggere.

Resta un mistero che non sarà mai risolto: perché non hai continuato a scrivere? Perché il diario si interrompe così bruscamente? Sarebbe bello potertelo ancora chiedere…

Da quella guerra sono passati 100 anni, altre ancora più feroci hanno attraversato la nostra storia e ancora oggi la nostra terra soffre a causa di tanti terribili conflitti.

Ma io guardo i nostri figli e vedo in loro la prova che le frontiere non esistono (l’avresti mai immaginato: sono tutti un po’ italiani, ma anche ungheresi, tedeschi, sudtirolesi, bulgari, spagnoli, brasiliani, senegalesi…che meraviglia i tuoi bisnipoti!) ed è quindi a loro, che sono la nostra speranza, dedico queste pagine, curate con tutto l’amore della tua prima (e molto fiera d’esserlo) nipote.

Ma forse, il libro più importante della mia vita è quello che devo ancora leggere (o scrivere, perché non si sa mai) …

di Carla DI RUSSO

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