“POESIE E CANZONI” DI BERTOLT BRECHT

(ovvero come smettere di fumare), IL SECONDO LIBRO PIU’ IMPORTANTE DELLA MIA VITA

Ribadisco ancora che è impossibile per un divoratore di libri stabilire “Il libro più importante”, diciamo che quello che mi appresto a presentare è sicuramente tra i miei più importanti.

Come lo incontrai? Lo raccontai quando, un po’ di mesi fa, presentai una lezione alla scuola di poesia della libreria “Amici del Cammello” il poeta, drammaturgo, romanziere, sceneggiatore, ecc. Bertolt Brecht. Mi scuso con i presenti d’allora che annoierò per la seconda volta.

COME CONOBBI IL LIBRO? E PERCHE’ “SMETTERE DI FUMARE”?

Siamo nel famoso “Sessantotto”. Frequento il primo anno delle superiori all’ Istituto “Pininfarina” (allora sede a Torino zona zoo), 15 anni d’età. È il momento delle lotte per una scuola migliore, per una società più giusta, per urlare “Yankee go home”, “Americani a casa”, “via dal Vietnam”.

Il fermento è immenso in tutto il mondo milioni di ragazzi scendono in piazza.

Concerti con leggendari artisti per giorni interi (Festival di Woodstock il più importante).

Aderisco prima istintivamente e poi sempre più convintamente a tutte le iniziative che hanno al centro le parole d’ordine che ho ricordato.

Ovviamente come adolescente mi sento ormai grande e le sigarette (HB) mi danno anche la sicurezza per avvicinare le ragazze. Comincio a fumare poco e senza molto piacere, ma mi servono per nascondere, dietro al fumo, la mia timidezza.

Davanti a scuola, ragazzi di pochissimi anni più noi, distribuiscono volantini e parlano con gli studenti disponibili, io sono tra i più attenti. Questi volantini spesso terminano con una massima di qualche personaggio importante del passato. Le leggo mille volte e le imparo a memoria. Qualche personaggio lo conosco di nome, ad esempio, Marx, Lenin, Ernesto Che Guevara… Ma uno molto presente è un certo “B. Brecht” del quale non so nulla, però in poche righe le sue parole riescono ad entrarmi nel cervello e nel cuore. Mi informo del titolo (“Poesie e canzoni”) e corro ad una libreria del centro. Il libraio me lo consegna: molto bello, persino rilegato. Sono fortemente emozionato nel tenerlo tra le mani.

Lo giro per conoscere il prezzo e quasi sto per svenire: troppo alto per me. Qualche conticino: non ce l’avrei mai fatta con la povera paghetta che i genitori mi danno, è già un grandissimo sacrificio per loro mandarmi a scuola. Capisco subito che davanti a me c’è una scelta da assumere: o il libro o le sigarette. Ci penso due secondi e scelgo il libro. Da quel giorno decido che non avrei più ripreso a fumare. E così fu.

Quindi fu Brecht (che fumava come un turco) che mi fece smettere di fumare. E poi ci sono persone che pensano che i libri non servano a niente! Quanti milioni di persone non sarebbero morte di cancro se avessero fatto la mia scelta!

Da quel momento Brecht mi accompagnerà nelle mie discussioni e nelle piazze, mi regalerà le parole giuste per emozionare e per parlare con i ragazzi che più tardi saranno i miei studenti.

Cosa contiene il libro? È decisamente meglio che riporti alcune delle sue poesie: non c’è bisogno di spiegazioni. Spesso le poesie parlano al nostro cuore. Quelle di Brecht passano prima dal cuore, arrivano al cervello e da qui parte la voglia di trasformare il mondo e combattere le ingiustizie.

PIACERI

Il primo sguardo dalla finestra al mattino
il vecchio libro ritrovato
volti entusiasti
neve, il mutare delle stagioni
il giornale
il cane
la dialettica
fare la doccia, nuotare
musica antica
scarpe comode
capire
musica moderna
scrivere, piantare
viaggiare
cantare
essere gentili.

LA GUERRA CHE VERRA’

Non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima
c’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente egualmente
.

GENERALE IL TUO CARRO ARMATO

Generale, il tuo carro armato è una macchina potente

spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.

Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d’una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.

Generale, l’uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.

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In me si combattono
L’entusiasmo per il melo in fiore

E il terrore per i discorsi dell’imbianchino. *
Ma solo il secondo
Mi spinge alla scrivania.

* Con “l’imbianchino” Brecht si riferisce a Hitler.

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.Elogio dell’imparare

Impara la cosa più semplice! Per quelli

il cui tempo è venuto

non è mai troppo tardi!

Impara l’abicì: non basta, è vero,

ma imparalo! Non avvilirti!

Comincia! Devi sapere tutto!

Tocca a te assumere il potere.

Impara, uomo all’ospizio!

Impara, uomo in prigione!

Impara, donna in cucina!

Impara, sessantenne!

Tocca a te assumere il comando.

Frequenta la scuola, senzatetto!

Procurati sapere, tu che hai freddo!

Affamato, impegna il libro: è un’arma.

Tocca a te assumere il potere.

Compagno, non temere di chiedere!

Non dar credito a nulla,

controlla tu stesso!

Quello che non sai di tua scienza,

in realtà non lo sai.

Verifica il conto:

tocca a te pagarlo.

Poni il dito su ogni voce,

chiedi cosa significa.

Tocca a te assumere il potere.

Quelli che portano via la carne dalle tavole

insegnano ad accontentarsi

Coloro ai quali il dono è destinato

esigono spirito di sacrificio.

I ben pasciuti parlano agli affamati

dei grandi tempi che verranno.

Quelli che portano all’abisso la nazione

affermano che governare è troppo difficile

per l’uomo qualsiasi.

A COLORO CHE VERRANNO

Veramente, vivo in tempi bui!
La parola disinvolta è folle. Una fronte liscia
indica insensibilità. Colui che ride
probabilmente non ha ancora ricevuto
la terribile notizia.

Che tempi sono questi in cui
un discorso sugli alberi è quasi un reato
perché comprende il tacere su così tanti crimini!
Quello lì che sta tranquillamente attraversando la strada
forse non è più raggiungibile per i suoi amici
che soffrono?

È vero: mi guadagno ancora da vivere
ma credetemi: è un puro caso. Niente
di ciò che faccio mi dà il diritto di saziarmi.
Per caso sono stato risparmiato. (Quando cessa la mia fortuna sono perso)

Mi dicono: mangia e bevi! Accontentati perché hai!
Ma come posso mangiare e bere se
ciò che mangio lo strappo a chi ha fame, e
il mio bicchiere di acqua manca a chi muore di sete?
Eppure mangio e bevo.

Mi piacerebbe anche essere saggio.
Nei vecchi libri scrivono cosa vuol dire saggio:
tenersi fuori dai guai del mondo e passare
il breve periodo senza paura.

Anche fare a meno della violenza
ripagare il male con il bene
non esaudire i propri desideri, ma dimenticare
questo è ritenuto saggio.
Tutto questo non mi riesce:
veramente, vivo in tempi bui!

Voi, che emergerete dalla marea
nella quale noi siamo annegati
ricordate
quando parlate delle nostre debolezze
anche i tempi bui
ai quali voi siete scampati.

Camminavamo, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,
attraverso le guerre delle classi, disperati
quando c’era solo ingiustizia e nessuna rivolta.

Eppure sappiamo:
anche l’odio verso la bassezza
distorce i tratti del viso.
Anche l’ira per le ingiustizie
rende la voce rauca. Ah, noi
che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
noi non potevamo essere gentili.

Ma voi, quando sarà venuto il momento
in cui l’uomo sarà amico dell’uomo
ricordate noi
Con indulgenza.

Come si fa a non amare Brecht? Ti fa persino smettere di fumare!

di Gianni ZANIRATO

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