SOVRANISTI A SPESE DELL’EUROPA

Ogni anno Bruxelles distribuisce circa 58 miliardi di euro di sussidi per aiutare gli agricoltori del continente e tenere in vita le comunità rurali. Ma in Ungheria e in gran parte dell’Europa Centrale e orientale il grosso degli aiuti va a pochi individui, potenti e con le amicizie giuste.

In Slovacchia il procuratore generale ha ammesso l’esistenza di una “mafia agricola”. Ci sono stati casi di piccoli agricoltori a cui sono stati sottratti con la violenza e le minacce i loro terreni.

Alla base del sistema c’è un semplice principio: gli agricoltori sono pagati soprattutto in base agli ettari che coltivano. Chi controlla la terra riceve più soldi.

Il governo di Orban ha venduto all’asta migliaia di ettari di terreni statali a esponenti della sua famiglia e del suo entourage, tra cui un amico d’infanzia che è diventato uno degli uomini più ricchi del Paese. E questi, in quanto proprietari dei terreni hanno cominciato a incassare milioni di euro in sussidi agricoli. Le dodici aziende agricole pubbliche vendute sono conosciute come “La sporca dozzina”.

Orban in Ungheria nei comizi racconta che Bruxelles vorrebbe tagliare i sussidi ai contadini per far arrivare i migranti e poi spiega che solo lui può impedirlo.

È un meccanismo che in Italia conosciamo bene. Un meccanismo che consente a uomini senza scrupoli e, come abbiamo visto, di malaffare di conquistare consenso e di creare un cortocircuito tra potere e consenso che porta a sua volta verso una deriva autoritaria.

Molti hanno gridato allo scandalo quando, con la scusa della lotta al coronavirus, Orban ha ottenuto, grazie alla sua schiacciante maggioranza in parlamento, i pieni poteri: una espressione sinistra usata a suo tempo da Mussolini e di recente dal minuscolo Salvini. Quest’ultimo ha giustificato, mentre l’UE ha criticato, l’atto di Orban perché è stato sancito dal voto in Parlamento. Salvini confonde il voto con la democrazia. Il voto è solo uno degli aspetti della democrazia: la democrazia vera sta nell’equilibrio dei poteri, compreso il quarto potere quello della informazione libera.

I pieni poteri, concessi tra l’altro senza un limite di tempo, sono solo l’ultimo passo di un percorso illiberale che Orban ha perseguito con dieci anni di riforme illiberali, di attacchi alle garanzie democratiche, di brutale propaganda sulla pelle di migranti e minoranze, di demolizione della libertà di stampa e di insegnamento.

Gli altri Paesi del gruppo di Visegrad (che comprende oltre l’Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia) stanno seguendo un percorso analogo.

Fino a quando l’Europa tollererà regimi autoritari che per di più prendono dall’Unione Europea molto più di quello che danno e spesso in modo truffaldino?

di Angelino Riggio

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