LE BELLE TASSE

Dieci anni fa il ministro delle finanze Tommaso Padoa Schioppa, uno dei più grandi economisti italiani, poco prima di morire aveva dichiarato: “Le tasse sono una cosa bellissima.”

Per queste parole fu sbeffeggiato e attaccato violentemente dalla stampa e dai mezzi di comunicazione non solo della destra berlusconiana. Solo pochi lo difesero. Eppure lui aveva affermato una delle cose fondamentali dello stato di diritto.

La frase completa era: “Le tasse sono una cosa bellissima, un modo civilissimo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili come istruzione, sicurezza, ambiente e salute.”

Oggi possiamo capire l’importanza di quelle parole.

Che fine avremmo fatto di fronte all’epidemia di coronavirus senza un Sistema Sanitario Nazionale?

Guardiamo a quello che sta succedendo nei ricchissimi USA dove la sanità e privata e l’assistenza è garantita solo a chi ha una assicurazione e in proporzione alla ricchezza dell’assicurazione sanitaria individuale. Milioni di persone resteranno senza cure adeguate con il rischio di un’espansione incontrollata dell’epidemia e un riaccendersi di focolai nelle zone più povere.

Non sono sbagliate le tasse che anzi sono, come diceva il compianto T. P. Schioppa, lo strumento con cui tutti concorriamo all’esistenza economica dello Stato.

Semmai può essere sbagliato il modo di allocare le risorse privilegiando ad esempio le spese verso interventi che danno consenso invece che in settori strategici. Oppure può essere infame il considerare il denaro pubblico come un bene di cui disporre personalmente come fanno molti politici corrotti. Ma questi sono problemi legati non alle tasse in sé ma alla formazione della classe dirigente. Questa formazione, se è un compito fondamentale dei partiti, non esclude la responsabilità dei cittadini che anzi attraverso il voto, l’impegno civile e lo sviluppo della coscienza critica possono essere determinanti.

È ancora sbagliato il fatto che il contributo dei più ricchi è ancora troppo basso rispetto alle loro risorse mentre la Costituzione indica che ognuno debba contribuire alle necessità dello Stato in base alle proprie possibilità economiche. Bisogna aumentare la progressività della imposizione fiscale, altro che flat tax (tassa piatta).

È addirittura criminale l’evasione e l’elusione fiscale. Non si tratta solo dei furbetti milionari che, senza vergogna, cercano di prendere i 600 euro dallo Stato per il coronavirus né dei miserabili con ricche ville che vorrebbero rimandare il pagamento del mutuo sempre per l’epidemia.

No.

Qui stiamo parlando di ladri. Ladri che si appropriano di tutto quello che lo Stato dà per l’istruzione, la sicurezza, l’ambiente, la salute senza pagare il dovuto. Evadendo le tasse si appropriano di cifre da capogiro che, se fossero state pagate, avrebbero portato ad azzerare il debito pubblico italiano. Chi evade e porta i soldi nei paradisi fiscali gode di ricchezze enormi.

Certe volte siamo indotti a sospettare di uno povero e malvestito perché ci potrebbe derubare. Dovremmo imparare a sospettare di uno ricco e benvestito (non di tutti, per carità) perché probabilmente ci sta già derubando.

di Angelino Riggio

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  1. Concordo interamente con te, Angelo. A me arrivano quotidianamente messaggi di condanna (anche giusti) del reddito percepito da molti parlamentari italiani. Ma mai, assolutamente mai, sugli evasori fiscali e sui criminali mafiosi e la loro ricchezza bagnata di sangue. Pensa agli insulti che s’è preso Fabio Fazio per aver affermato più evasione fiscale uguale a meno servizi e quindi più morti nella pandemia. Meno male che il papa ha dato la sua solidarietà a Fazio. Gianni Zanirato

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