HO SCESO DANDOTI IL BRACCIO

di Eugenio Montale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

COMMENTO

   Forse qualche nostro lettore si meraviglierà nel trovare nel nostro giornale una poesia d’amore invece di un articolo di attualità, sulla politica o sul costume.

Nulla di strano invece: anche al tempo del Corona- virus gli esseri umani continuano ad amarsi ed a volersi bene.

Del resto, il nostro giornale si occupa di CULTURA nel senso più alto e vasto del termine e non ama “L’uomo ad una dimensione” di cui parlava Herbert Marcuse. 

   Eugenio Montale (oltre che grandissimo poeta premio Nobel) fu anche un coraggioso antifascista della prima ora e rischiò la propria incolumità sottoscrivendo il “Manifesto degli intellettuali antifascisti”.

Volevo anche ricordare il suo coraggio proprio a pochi giorni dal XXV Aprile Anniversario della Liberazione.

   È una delle poesie d’amore più alte della nostra letteratura.

Il poeta vive una condizione di infelicità in quanto è venuta a mancare la moglie, Drusilla Tanzi, che amava tanto.

Il poeta vuole rendere un omaggio rivolgendosi direttamente a lei con delicata affettuosità.

Ricorda la moglie ormai quasi cieca prima della sua morte.

Rivede le scale percorse insieme, cioè la loro vita vissuta in due.

Ricorda anche le piccole cose quotidiane nella loro unione: “le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni”.

   Montale rivede il senso della lunga durata della vita vissuta insieme, il reciproco sostegno.

  Termina teneramente riconoscendo la superiore capacità della moglie di penetrare la realtà rispetto al poeta, di vedere oltre le apparenze e quindi di essere lei, nella coppia, a rappresentare la vera guida nel loro lungo viaggio.

  Il 25 aprile ricordiamoci anche di Eugenio Montale che non venne a patti con il fascismo.

  La redazione di piazzadivittorio.it è antifascista senza se e senza ma.

di Gianni ZANIRATO

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