“POTEVA ANDARE DIVERSAMENTE”

Così ha detto il premier britannico Boris Johnson ringraziando i medici che gli hanno salvato la vita dopo che si era ammalato per il covid-19.

Poteva andare diversamente anche per il popolo inglese che oggi conta 10.000 morti e ha la percentuale di morti quotidiana più alta d’Europa. Poteva andare diversamente se Boris Johnson non avesse tardato con le misure di lockdown invece di giocherellare con la speranza cinica della immunità di gregge (di cui non capisce nulla) per non interrompere le attività economiche. Il popolo inglese avrebbe evitato non solo molte morti ma anche il ricorso a ospedali e terapie intensive incapaci di fronteggiare la pandemia dopo i tagli che nel Regno Unito in modo costante si sono susseguiti da Margaret Thatcher fino a oggi. Il miglior sistema sanitario al mondo è stato trasformato in un simulacro inefficiente dove gli infermieri che non hanno sistemi di protezione sono esentati dal lavoro e dove si pratica il triage estremo, la scelta cioè di curare solo “chi ce la può fare”. Poteva andare diversamente se la Gran Bretagna avesse imparato dalla esperienza italiana, battistrada purtroppo della pandemia in Europa come, in modo perfetto, ha scritto Francesca Melandri nella sua “Lettera dal futuro” (potete trovarla su internet).

C’è da dire che tanti altri Stati hanno tardato a imparare dalla lezione italiana, non ultimi la incredibile Svezia e l’altezzosa Olanda che, credendosi virtuosa nei conti pubblici (taccio su come questo avviene), pensava di scansare l’epidemia e si ostina a ostacolare un percorso di lotta comune per fronteggiare i danni sanitari, umani ed economici dell’Europa.

Non tutti, per fortuna, si sono comportati in modo miope. La poverissima Grecia, complice un sistema sanitario distrutto dall’assurdo rigore europeo e legata all’Italia da una stima ricambiata, ha fronteggiato il virus nel modo più semplice ma più efficace: imitare l’Italia con la politica di distanziamento sociale, #iorestoacasa. Da subito, utilizzando il ritardo del propagarsi della pandemia rispetto alla nostra Penisola. Il risultato: 163 contagi per milione di abitanti contro i 1.400 di Austria e Belgio.

Poteva andare diversamente” ha detto anche Anthony Fauci, l’autorevole virologo della Casa Bianca: se la chiusura fosse stata più tempestiva e più radicale negli Stati Uniti, approfittando del notevole ritardo del sopraggiungere del virus rispetto a Cina ed Europa. “Forse è il momento di licenziare Fauci” ha risposto Trump che, come tutti gli antidemocratici, non ama essere contraddetto.

La controversia tra Fauci e Trump risale a giorni fa.

 “Perché non lasciamo che il virus inondi il Paese?”. Sarebbe stata questa la domanda che, secondo fonti informate citate dal Washington Post, il presidente degli Stati Uniti avrebbe rivolto all’immunologo durante una delle prime riunioni della task force della Casa Bianca contro il coronavirus. “Signor presidente, morirebbe moltissima gente”, avrebbe risposto il principale esperto di malattie infettive della nazione.

Dietro la tentazione della “immunità di gregge” c’è una precisa scelta: il primato dell’economia sulla salute dei propri cittadini. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: gli USA sono oggi il Paese con il maggior numero di contagi e di morti al mondo.

di Angelino RIGGIO

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