ROMANO LUPERINI: “LA RANCURA”

UN LIBRO IMPORTANTE NELLA MIA VITA

Per saperne qualcosa basterebbe leggere la recensione su qualche giornale o più semplicemente quanto riportato sulla copertina ed il gioco è fatto.

Le cose banali però non mi sono mai piaciute e in quelle ordinarie, ho sempre cercato la straordinarietà, perché quando la realtà è fatta di esperienze di vita, dove si parla di gioie, di sofferenza non c’è nulla di banale.

   Questo libro l’ho letto, riletto e scannerizzato più volte, ho fatto una mappa genealogica dei tre personaggi, ma perché tutto ciò?

Perché anche se le storie sono diverse tra loro, le dinamiche intercorse, hanno molte affinità con quelle che hanno coinvolto i miei tre uomini, cioè chi vi scrive, mio padre e mio figlio.

   Il libro mi è stato consigliato da un amico, che anche lui ha i suoi tre uomini, anzi i suoi hanno la scansione temporale coincidente ai personaggi reali, io non ho avuto la stessa opportunità storica: sono sempre arrivato sulla scena con dieci anni di ritardo …

   Ma veniamo al libro, nella prima sezione troviamo: “memoriale sul padre” poi il “figlio” e nell’ ultima “il figlio del figlio”, storie legate da un filo rosso …

   Luigi ufficiale monarchico degradato, comandante partigiano, sottomesso a quelli che portano sul berretto la falce ed il martello dell’esercito iugoslavo di Tito, Valerio, il figlio, lo intravediamo tra le bandiere rosse del ‘68 prima e poi come testimone dei fatti di sangue che portarono all’uccisione di Aldo Moro.

   Marcello si trova a vivere in un’era post ideologica, post -comunista, dove il rosso è lasciato ai ricordi di famiglia ed una nuova tonalità stenta ad affermarsi: tutti e tre hanno a che fare con il mondo della scuola e della cultura.

  Questi personaggi con le loro vicende, hanno una grande analogia con la mia esperienza, sono stato educatore, militante sindacale, oggi insegnante, ma la narrazione del libro mi ha catturato perché tratta del rapporto tra padre e figlio.

L’ho voluto leggere per trovare delle risposte che mi permettessero di acquietare quei sensi di colpa, di oppressione, di rabbia che mi opprimono, per scacciare lontana da me quella “maledetta sorte” che mi ha fatto maschio con un padre ed un figlio.

Buona lettura

di Gianni TOSCO

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