LA GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA

Oggi, 22 aprile, è la Giornata Mondiale della Terra. Sono giusto 50 anni da quando l’ONU ha istituito questo appuntamento fondamentale per riflettere sul nostro Pianeta e batterci per difenderlo.

È così totalizzante la vicenda del coronavirus che ogni altro argomento rischia di passare in secondo piano. In un certo senso, è giusto che sia così perché oggi bisogna concentrare tutti gli sforzi contro la pandemia. Questa è una terribile minaccia per l’umanità sia per il numero di morti che sta causando e che causerà, sia per l’impatto economico e sociale che sarà grave e di lunga durata.

D’altra parte sarebbe sbagliato dimenticare le altre catastrofi che incombono sull’uomo come purtroppo fanno in gran parte i mezzi di informazione.

Chi parla oggi di Greta Thurnberg? Eppure questa giovanissima ragazza ha saputo richiamare l’attenzione su una delle più importanti questioni che riguardano la sopravvivenza dell’umanità.

Non è in gioco la sopravvivenza della Terra: il nostro Pianeta ha 4 miliardi e mezzo di anni e sopravviverà comunque. Il nodo è la sopravvivenza dell’umanità messa in pericolo dai cambiamenti climatici, dallo sfruttamento indiscriminato delle risorse, dalla devastazione dell’ambiente. Per questo motivo abbiamo dedicato il corso 2019-2020 della Scuola di formazione politica alle questioni ambientali oggi lasciate sullo sfondo.

Eppure questa pandemia non è distinta dai problemi ambientali come spiega bene l’articolo dell’11 di aprile che vi invito a rivedere su piazzadivittorio dal titolo “COVID-19, NON TORNIAMO ALLA NORMALITA’ . LA NORMALITA’ E’ UN PROBLEMA” che mostra la correlazione tra ipertrofia dell’industria dell’allevamento, ormai fuori controllo, alterazione della biodiversità animale e trasmissione sempre più frequente (e più probabile anche in futuro) di virus dall’animale all’uomo. Sappiamo che ha sicuramente una maggiore aggressività la infezione da covid 19 su persone costrette a respirare aria inquinata. E non è un caso che le zone a maggiore diffusione del virus sono quelle a maggiore densità di popolazione: Wu Han ha 12 milioni di abitanti. L’urbanesimo selvaggio (nel 2050 più della metà della popolazione mondiale vivrà in città con più di un milione di abitanti) è una delle cause di maggior disastro ambientale: inquinamento da traffico veicolare, da riscaldamento, per la produzione di plastica, per il consumismo e la produzione di rifiuti, da alterazione della biodiversità animale e vegetale per l’approvvigionamento alimentare, ecc.

Fa bene l’ANPI nell’appello a celebrare il XXV Aprile a individuare tre obiettivi di lotta: il virus, la devastazione ambientale, la disuguaglianza sociale.

Forse non è un caso che i rappresentanti della destra che sono quelli che hanno guidato in modo peggiore la lotta contro il coronavirus sono anche i peggiori nemici dell’ambiente: da Trump a Bolsonaro, che custodisce una svastica ed è un ammiratore di Hitler.

L’UE deve prendere la distanza da questi personaggi e sostenere la difesa della democrazia.

Uno dei motivi perché l’Europa approvi gli eurobond (o comunque voglia chiamarli) è per combattere la tremenda recessione da coronavirus. La ricostruzione potrebbe essere una formidabile occasione per riconvertire la produzione verso la tutela dell’ambiente e un uso più intelligente e strategico delle risorse che la Terra ci offre: ancora una volta, occorre la vista lunga.

di Angelino RIGGIO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *