RECOVERY FUND: PRIME CONSIDERAZIONI

Rispetto al piano franco-tedesco da 500 miliardi di euro, la Commissione Europea presieduta da Ursula von der Leyen ha presentato agli Stati membri una versione ancora più coraggiosa per un fondo da 750 miliardi di cui 500 in sussidi e 250 a prestiti agevolati.

È presto per dire se il recovery fund sarà approvato così come proposto e quali tecnicalità lo accompagneranno, ma da subito possiamo fare alcune considerazioni.

  1. L’Europa è indispensabile. Senza il sostegno della BCE, lo spread sarebbe andato alle stelle per l’Italia che ha dovuto indebitarsi pesantemente per il coronavirus. Avremmo così dovuto pagare interessi enormemente più alti a chi avesse comprato i nostri titoli di Stato.
  2. L’Italia e i Paesi colpiti dalla pandemia hanno goduto dell’ombrello offerto dalla Banca Centrale Europea, dalla Banca Europea di Investimenti, dallo SURE (per finanziare cassa integrazione e istituti simili) e dal MES sul quale si fa una assurda questione nominalistica mentre vale 36 mld di euro di prestito al tasso dello 0,1%.
  3. Questo insieme di provvedimenti è un passo in avanti eccezionale rispetto alla crisi finanziaria del 2008. Allora gli Stati europei furono presi dalla paura e si chiusero in sé stessi riparandosi dietro il Patto di Stabilità, un accordo “stupido” perché la sua rigidità non prevedeva evenienze, situazioni e interventi straordinari. Sappiamo quanto la Grecia abbia pagato questa “stupidità”. Stavolta, giustamente, il primo passo nell’affrontare la pandemia è stato quello di mettere in un angolo il Patto di Stabilità.
  4. Abbiamo già sperimentato che la paura e la chiusura non hanno indebolito ma anzi rafforzato le forze populiste e sovraniste. Una UE indebolita non è stata capace di affrontare la questione migranti: invece che ragionare sull’accoglienza e quindi coglierla come un’opportunità di crescita, si è vista la questione come pericolo di invasione che poteva minare i Paesi europei: una politica disastrosa che ha indebolito l’UE fino all’uscita della Gran Bretagna dalla Comunità.
  5. Questa volta si è scelta la strada del coraggio e della solidarietà e l’UE si rafforza come non avveniva da molti anni. Si è andati anche oltre la logica dell’ombrello. L’UE non è solo il fratello maggiore che con la BCE, la BEI e tutti gli strumenti che ho detto prima protegge gli Stati che lo compongono. Il Recovery Fund ha cambiato nome. Non si chiama più Fondo di Crisi ma New Generation Fund. Le parole hanno un senso: è un fondo per andare oltre l’emergenza covid 19 e avviare un percorso di rilancio comune. La vista lunga.

L’opposizione, di fronte a tutto questo è spiazzata. Non può più gridare contro l’Europa matrigna e seguire la strada disastrosa della Brexit e dell’incapace Boris Johnson. Le sue speranze adesso sono appese all’opposizione al New Generation Fund dei paesi sovranisti come l’Olanda (che sottrae, con una fiscalità di vantaggio, tasse all’Italia), come la Svezia (che, con un ritardo incredibile del lockdown ha fatto concorrenza alla Gran Bretagna per numero di morti in percentuale per coronavirus) come l’Austria di Kurtz, primo leader europeo a fare entrare l’ultradestra nel governo. A corto di argomenti, i partiti di destra ripetono come un disco rotto: “troppo poco, troppo tardi”.

  1. Sul “troppo poco”, che le opposizioni dicono anche a ogni provvedimento del governo, sarà bene essere chiari per eliminare ogni illusione: nessuna cifra sarà mai abbastanza da compensare il danno subito dalla pandemia e per molti sarà impossibile tornare come prima. Ci aspettano anni durissimi. Possiamo solo cercare di reagire il più in fretta e al meglio possibile cogliendo l’occasione, se ci riusciamo, di costruire una società più uguale e più verde.
  2. Sul “troppo tardi”, anche questo è un leit motiv della destra, bisogna ricordare che l’Europa è un insieme di Stati con storia, ordinamenti, politiche interne ed estere molto diverse che stanno cercando di accorciare sempre di più le distanze. La composizione delle intenzioni dei diversi Stati è una cosa estremamente complessa. Per immaginare quanto complessa pensiamo alle complicate e certe volte assurde controversie tra il nostro Stato e le nostre Regioni.
  3. Ancora sul “troppo tardi”, argomento sollevato da Salvini e C. contro il governo, vale la pena di ricordare che i ritardi in Italia sono legati alla lentezza burocratica e considero una benedizione che tra le, pochissime, condizionalità poste dal New Generation Fund ci sia quella di una netta semplificazione delle procedure. Come ho già detto in un precedente articolo, senza lotta alla burocrazia non c’è ripresa.
  4. All’opposizione, oltre che criticare, toccherebbe anche indicare strade alternative. La Lega propone di “fare da soli” ed emettere Buoni del Tesoro straordinari: l’indebitamento che ne deriverebbe, senza la protezione della odiata Europa, aumenterebbe lo spread in modo vertiginoso. La Meloni propone di ricorrere al FMI (Fondo Monetario Internazionale) in cui gli USA hanno diritto di veto rompendo ogni solidarietà con l’UE e consegnarsi a Trump, armi e bagagli, attraverso accordi bilaterali.

Sono proposte disastrose: noi non vogliamo tornare indietro. Non vogliamo meno Europa ma più Europa. Il New Generation Fund rappresenta un grande passo in avanti verso un’UE più forte e solidale. L’Europa non è matrigna né è una cosa diversa da noi. Facciamo la nostra parte: possiamo. L’abbiamo dimostrato a tutto il mondo nella gestione della “fase uno” della pandemia.

di Angelino RIGGIO

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