2 GIUGNO 1946: L’ITALIA È FINALMENTE UNA REPUBBLICA

La Festa della Repubblica italiana, che si celebra il 2 giugno ogni anno dal 1947, è una delle feste nazionali più importanti.

È considerata il ‘compleanno’ della nostra repubblica, la festa istituzionale più importante, come il 14 luglio in Francia o il 4 luglio negli Usa.

In tutta Italia si festeggia il passaggio del paese dalla monarchia e dal fascismo all’attuale sistema della repubblica parlamentare.

COSA SI CELEBRA il 2 GIUGNO?

Ogni 2 giugno in Italia si celebra la Festa della Repubblica , ricordando il referendum che proprio in quello stesso giorno del 1947, all’indomani della Seconda Guerra Mondiale e della sconfitta degli stati fascisti, sancì il passaggio dell’Italia dalla monarchia costituzionale alla Repubblica parlamentare.

Il risultato del referendum venne reso pubblico il 18 giugno 1946:

12.718.641 (54,27%) italiane ed italiani votarono a favore della Repubblica,

10.718.502 (45,73%) per la monarchia, mentre 1.498.136 furono le schede fra nulle e bianche.

Ci vollero 15 giorni per contare le schede e solo il 18 giugno la Corte di Cassazione poté proclamare ufficialmente la nascita della Repubblica Italiana.

Fu un cambiamento enorme, che pose fine al Regno d’Italia che per 85 anni era stato governato dalla famiglia reale dei Savoia a partire dal 1861, data dell’unificazione del paese dopo le guerre di indipendenza.

IL PRIMO SUFFRAGIO UNIVERSALE

Il 2 e 3 giugno 1946 fu anche la prima votazione dal 1924, dopo la lunga e sanguinosa parentesi del regime fascista.

Inoltre, per la prima volta le donne vennero ammesse al voto: un fondamentale passo in avanti dal punto di vista sociale, con il SUFFRAGIO UNIVERSALE.

L’ASSEMBLEA COSTITUENTE

Tutti i cittadini italiani di ambo i sessi e maggiorenni (oltre i 21 anni), andarono alle urne per votare sia per il referendum istituzionale che per eleggere i deputati dell’Assemblea Costituente, l’organo che avrebbe poi ideato e scritto la NOSTRA COSTITUZIONE ITALIANA in base al risultato della votazione.

Dopo il lavoro della Costituente, il 1º gennaio 1948 entrò in vigore la nuova Costituzione della Repubblica Italiana.

Il 1° gennaio 1948, Enrico De Nicola (appartenente al Partito Liberale Italiano) venne nominato capo provvisorio dello Stato.

Dal 12/05/1948 divenne il primo presidente della Repubblica Italiana fu Luigi Einaudi (appartenente al Partito Liberale Italiano)

Alcide De Gasperi fu il primo presidente del Consiglio (maggioranza Comitato di Liberazione NazionaleDCPSIUPPCIPRI).

Il primo presidente del Consiglio, dopo il fascismo, fu il capo partigiano Ferruccio Parri

Nella nostra società dove è necessario correre sempre, farsi travolgere dalla successione degli eventi, rimane importante soffermarsi su quei fatti che hanno scritto la nostra storia.

Ricordare i fatti significa ricordare quelle persone che ci hanno permesso di poter vivere meglio.

Basterebbe pensare alle conquiste della libertà, al diritto allo studio, all’assistenza sanitaria pubblica…

La scelta della Repubblica segnò la storia di uno Stato e dei suoi abitanti.

Fu una scelta coraggiosa: gli italiani scelsero la forma la più difficile, la più impegnativa, la più innovatrice e riformatrice.

Quella decisione permise alle eccellenze culturali, intellettuali, artistiche, industriali d’Italia di potersi esprimere liberamente, contribuendo, da protagonisti, allo sviluppo d’Italia.

La crescita del nostro Paese divenne inarrestabile, contraddistinta da uno spirito di responsabilità e di presa in carico del proprio destino.

La Repubblica, quando si nutre di partecipazione, è autorevole e non teme il conflitto, perché lo sa governare.

La Repubblica rappresenta quindi uno spazio pubblico in cui le differenti sensibilità e i legittimi interessi di parte trovano una sede per confrontarsi.

Un confronto rispettoso dell’opinione altrui, soprattutto quando questa è differente.

Ecco perché è sempre importante che noi tutti, anche oggi, facciamo nostra questa Festa e dobbiamo sentirla parte della nostra storia quotidiana.

La Repubblica in questo periodo di emergenza, anche attraverso gli Enti territoriali e locali, ha saputo mostrare vicinanza e sostegno alla popolazione.

Nonostante molte contraddizioni e difficoltà.

La Festa della Repubblica ci ricorda che tutti noi siamo chiamati a metterci al servizio della comunità nella costruzione del bene comune.

Mettendoci al servizio dei valori più alti che stanno alla base del benessere comune, realizzeremo gli intenti della nostra Costituzione e renderemo onore ai sacrifici di vite umane e sofferenze che il nostro popolo ha dovuto affrontare.

Il nostro popolo unito saprà anche vincere la guerra contro il mostro coronavirus.

di Gianni ZANIRATO

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