12 GIUGNO 1964 NELSON MANDELA CONDANNATO ALL’ERGASTOLO

«Non c’è nessuna strada facile per la libertà!»

    Nelson Mandela è stato un uomo politico di sinistra, presidente del Sudafrica dal 1994 al 1999. 1993: premio Nobel per la pace.

  Diventa attivista dei diritti civili e, in particolare lottatore contro l’”apartheid”.

Diviene avvocato e difende i diritti della popolazione nera dal potere dei bianchi razzisti.

  La sua attività e lotta contro il segregazionismo lo porteranno a subire ben 27 anni di carcere.

    All’inizio della sua attività avrà come esempio la non violenza di Gandhi. In seguito, deluso dai risultati avuti, non esclude la lotta armata per conquistare la dignità al suo popolo.

Il suo pensiero fu influenzato dal marxismo (sarà anche dirigente del Partito Comunista Sudafricano) e dalla Rivoluzione cubana di Fidel Castro

È stato protagonista, insieme al presidente de Klerk, delle trattative che portarono all’abolizione dell’apartheid all’inizio degli anni Novanta, venne eletto presidente nel 1994 nelle prime elezioni multirazziali del Sudafrica, rimanendo in carica fino al 1999.

Nelson Mandela a 19 anni.

Arresto

Mandela nell’atto di bruciare il suo pass book, un documento richiesto ai neri dalle leggi razziali (1960).

   Venne arrestato, con molti altri attivisti, nel 1956. Accusa: tradimento.

   Il processo si protrasse per sei anni e al termine tutti gli imputati furono assolti.

Nel marzo del 1960, dopo massacri di neri in Sud Africa, Mandela e i suoi colleghi appoggiarono la lotta armata.

  Mandela venne arrestato e condannato all’ergastolo con suoi compagni di lotta.

Vennero accusati di sabotaggio (Mandela si dichiarò colpevole) e di cospirazione Mandela si dichiarò innocente)

   Dal carcere si occupò sempre più del dramma dell’apartheid.

Mandela per 27 anni, pur in galera, divenne il simbolo del mondo intero per la lotta all’apartheid.

    In tutto il mondo si diffuse il grido: “Nelson Mandela Libero” come simbolo antirazzista. divenne l’urlo di tutte le campagne antiapartheid del Mondo.
Con mezzi di fortuna clandestini Mandela riusciva a mantenere contatto con il suo popolo.  

  Nel 1985 il governo gli propose   la libertà condizionata in cambio della rinuncia alla lotta armata, ma Mandela non accettò. 

   Le proteste dei democratici di tutto il mondo portarono alla scarcerazione di Mandela che rimase in prigione fino al 1990: aveva 71 anni.

    Nonostante la dura oppressione e la lunga detenzione, rinunciò a una strategia violenta e vendicativa in favore di un processo di riconciliazione e pacificazione.

  Divenuto libero cittadino venne eletto presidente dello stato sudafricano diventando il primo capo di stato di colore.

  Come presidente (maggio 1994–giugno 1999), Mandela presiedette la transizione dal vecchio regime basato sull’apartheid alla democrazia, guadagnandosi il rispetto mondiale per il suo sostegno alla riconciliazione nazionale e internazionale.

Il Mandela Family Museum a Soweto

Dopo aver abbandonato la carica di presidente nel 1999, Nelson Mandela ha proseguito il suo impegno e la sua azione di sostegno alle organizzazioni per i diritti sociali, civili e umani.

Muore il 5 dicembre 2013

 A Johannesburg, si è tenuta una commemorazione pubblica alla quale hanno partecipato i maggiori leader mondiali insieme a centinaia di migliaia di sudafricani.

Nelson Mandela rimarrà nella storia e nel nostro cuore come un grande protagonista per l’uguaglianza di tutte le donne e uomini del mondo. La sua opera, sacrificio e pensiero rimarranno sempre vivi e d’aiuto nelle lotte di ieri, oggi e domani.

Dove ci sono discriminazioni e razzismi il pensiero e l’opera di Nelson Mandela saranno sempre vivi.

Anche qui in questa foto c’è Mandela

di Gianni ZANIRATO

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