PERCHE’ HO SCARICATO LA APP “IMMUNI”

I dati sulla pandemia in Italia sono in netto miglioramento grazie a un durissimo lockdown che ha visto l’impegno consapevole di tutti gli italiani.

Ma purtroppo morti e nuovi casi ci sono ancora e i dati a livello mondiale sono tutt’altro che rassicuranti: siamo prossimi agli otto milioni di contagi e 500.000 morti.

Io non so se in Italia il virus è scomparso, se è diventato più buono, se col caldo il rischio diminuirà, se ci sarà una nuova ondata in autunno. Credo che nessuno scienziato possa dire qualcosa di certo e definitivo su tali questioni. In ogni caso, la mia esperienza di medico e di politico mi suggerisce che è saggio seguire una linea di prudenza.

Soprattutto di fronte al rischio di una nuova ondata nella stagione fredda è importante che non ci facciamo cogliere impreparati come quando, per primi in Europa, abbiamo dovuto affrontare una situazione e un virus totalmente sconosciuti e abbiamo dovuto pagare un prezzo altissimo in vite umane (35.000 morti), in socialità, diritti sospesi (lavoro, studio, mobilità), economia.

Soprattutto dobbiamo impedire che ci siano tanti casi che arrivino in terapia intensiva: sappiamo che, malgrado le buone tecnologie e la professionalità del nostro personale sanitario, la malattia in fase avanzata è gravissima e la mortalità è molto alta.

Questo si può fare in due modi: la prevenzione primaria e quella secondaria.

La prevenzione primaria è legata alle buone pratiche che abbiamo imparato (distanziamento di sicurezza, mascherina nei luoghi chiusi e/o affollati, lavaggio delle mani, ecc.).

La prevenzione secondaria consiste nell’individuare e spegnere rapidamente i focolai di contagio.

Gli strumenti per questi compiti sono.

  1. la medicina di territorio (medici di base, infermieri domiciliari, distretto sanitario) che serve a segnalare i casi sospetti, a chiedere l’effettuazione del tampone e l’eventuale ricovero in ospedale.
  2. Il tracciamento dei contagi che avviene tramite la app “Immuni”.

La app “Immuni” ha due vantaggi.

Il primo vantaggio è sociale: l’isolamento precoce del focolaio è una forma di protezione di tutti perché impedisce la diffusione dell’epidemia.

Il secondo vantaggio è personale: tramite la app ti avvisano dall’ospedale, grazie al tracciamento, che nei giorni precedenti hai incontrato una persona infetta o ammalata e puoi subito prendere provvedimenti, insieme ai sanitari, per proteggere te e i tuoi cari.

Trovo ridicola la obiezione fatta da un personaggio dell’opposizione che ha dichiarato che non scaricherà la app per motivi di privacy. Rimando a un divertente articolo di Mattia Feltri sulla STAMPA di martedì 9 giugno che fa notare come il personaggio in questione ha un account su facebook, uno su twitter, uno su instagram e uno su tik tok per pubblicare ogni giorno una settantina di post e una trentina di foto su ogni momento della sua vita: dove è andato, cosa ha fatto e con chi, dove ha fatto popò il cane, ecc.

Al di là del ridicolo, questa posizione nasconde due cose molto gravi.

La prima è che Salvini conosce molto bene i social e li ha usati ampiamente non solo per la tecnica “a me gli occhi” (usata da Berlusconi e Renzi) per fare parlare di sé ogni giorno, ma ne ha soprattutto goduto quando alle elezioni ha avuto importanti “aiutini” dalla Russia e da Trump grazie alla analisi degli orientamenti delle persone manifestati su quegli strumenti della rete come ha dimostrato lo scandalo di “Cambridge Analytica”.

La seconda è ancora più grave. Chi ha responsabilità pubblica dovrebbe favorire e non impedire i provvedimenti di precauzione per salvaguardare la salute dei cittadini. Siamo anche un po’ stufi di irresponsabili come Trump, Johnson e Bolsonaro: chi ha un ruolo pubblico deve essere consapevole che le sue scelte e le sue parole condizionano la vita delle persone.

Io penso che tutti gli opinion leaders dovrebbero invitare pubblicamente i cittadini a scaricare la app “immuni”.

di Angelino RIGGIO

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