CASALPUSTERLENGO (LODI), CON LA PISTOLA ALL’ESAME DI MATURITA’, 18ENNE MINACCIA I PROFESSORI: PROMUOVETEMI

  È successo all’Itis Cesaris della cittadina lodigiana, il ragazzo si è presentato alla prova orale con un’arma da fuoco: una vecchia semiautomatica appartenuta al nonno e trovata in cantina. L’arma era scarica ma tutti hanno vissuto momenti di panico.

di Francesco Gastaldi

  «Voi oggi proprio dovete farmi passare l’esame di maturità». Parole che un giovane maturando di Casalpusterlengo ha proferito rivolgendosi alla commissione, minacciando la presidente e i professori con una pistola. Momenti di panico martedì mattina all’Itis Cesaris della cittadina lodigiana, quando un 18enne si è presentato alla prova orale con un’arma da fuoco. Una vecchia semiautomatica appartenuta al nonno e trovata in cantina, fortunatamente scarica, ma abbastanza per far passare un brutto momento ai professori che lo stavano valutando.

L’intervento di una docente

   È stato uno dei suoi docenti interni, un’insegnante di chimica, ad alzarsi dal banco e ad andare a prendere l’arma, avvertendo poi le forze dell’ordine. Il 18enne ha aspettato con calma l’arrivo dei carabinieri e di un’ambulanza della Croce Casalese che lo hanno prelevato dalla scuola e lo hanno portato nel vicino ospedale di Codogno. Il fatto è avvenuto martedì mattina intorno alle 12.40 quando Leonardo, questo il nome del maturando è entrato nella sua classe – la V indirizzo chimico – per rispondere alle domande della commissione d’esame.   

    Si è seduto tranquillo al suo banco, di fronte ai “prof” disposti a semicerchio. Nessuno si è accorto che in tasca aveva una pistola. La presidente della commissione Teresa Negri, dirigente della vicina scuola media di Livraga, gli ha chiesto il nome cominciando a porgli le prime domande. Domande a cui il giovane, a quanto viene raccontato, non ha risposto. A un certo punto Leonardo ha estratto l’arma dalla tasca. L’ha puntata prima contro la presidente e poi, a turno verso ognuno dei componenti del collegio. «Vi chiedo scusa – ha detto con voce ferma – ma io oggi devo assolutamente passare l’esame».

  Poi ha depositato la pistola – una semiautomatica molto vecchia – sul banco davanti a sé, a mo’ di minaccia e scatenando la paura nei professori. Tutti tranne una docente del suo corso di chimica, che si è alzata ed è andata a prendere la pistola sul banco, mentre dalla scuola venivano chiamate le forze dell’ordine.

   Portato all’ospedale di Codogno

    Il 18enne è stato portato via in ambulanza all’ospedale di Codogno, mentre carabinieri e polizia locale hanno preso in consegna la pistola – fortunatamente scarica, un cimelio appartenuto al nonno e trovato nella cantina di casa – avviando le indagini. Sul posto anche il sindaco di Casalpusterlengo Elia Delmiglio.

   Il giovane abita nel vicino paese di Terranova dei Passerini, un ragazzo tranquillo che a quanto pare non aveva dato problemi in precedenza. Anche se, filtra dalla scuola, dall’inizio del lockdown ha cominciato a dare segni di insofferenza nei confronti della didattica a distanza. Già da inizio marzo aveva cominciato a partecipare meno alla didattica online, isolandosi e non rispondendo ai quesiti dei suoi prof. Un disagio interiore dovuto al lockdown che potrebbe essere esploso nel clamoroso gesto di martedì, nella sua scuola e verso i suoi professori.

Corriere della Sera 23 giugno 2020

COMMENTO

 Direi una tranquilla giornata scolastica, no? In fondo solo una pistola scassata…

Purtroppo, non siamo emancipati come negli Stati Uniti dove ci sarebbe stata una bella carneficina di studenti e professori: la prima pagina piena di notizie dei giornali di tutto il mondo.

  Gli americani sono molto più seri in queste cose. Le armi sono vere e funzionanti. Se lo studente è maggiorenne entra nel negozio e si compra l’arma desiderata e fa la sua carneficina. Se minorenne basta vada nello studio di papà e si prenda l’arma che preferisce.   

  Per il compleanno della maggiore età chiede ai genitori un’arma da fuoco. Del resto    davanti alla scuola farà un massacro serio visto che il padre lo porta al poligono ad imparare a sparare. Dobbiamo vergognarci di questi ragazzi italiani che sanno solo portare la pistola del nonno e persino tutta scassata.

  Immagino i genitori del ragazzo davanti agli insegnanti: una bambinata, sono giovani, si è separato da poco dalla fidanzata…

    ll secondo “emendamento” alla Costituzione americana garantisce il diritto di possedere armi; l’idea era quella che una nazione è veramente libera solo quando riesce a difendersi da sola. Nel luglio del 2008 la Corte suprema degli Stati Uniti ha riconosciuto il diritto dei cittadini di possedere armi, dichiarando incostituzionale la legge del distretto di Columbia che invece ne vietava ai residenti il possesso. È così stabilito il diritto individuale dei cittadini americani a essere armati annullando la legge che da trentadue anni proibiva di tenere in casa una pistola per difesa personale nella città di Washington.

  Troppo spesso ci sono sparatorie tra ragazzi con il permesso di portarsi le armi addosso.

   Migliaia di stragi avvenute negli Usa. Le scuole, in particolare, sono sempre più spesso luogo di mattanza, portando il continente nordamericano ad avere il triste primato di stragi scolastiche. Da luogo di formazione a luogo di distruzione. Il 2019 americano è stato l’anno in cui sono avvenuti più omicidi di massa dal 1970ben 41 stragi.

  Ecco la grandezza della civiltà americana. “Business is business” (“gli affari sono affari”) o in latino: Pecunia non olet” insomma «Il denaro non ha odore».

di Gianni ZANIRATO

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