IL FAR WEST DI SALVINI

ROMA, MORTO IL BAMBINO DI 6 ANNI FERITO DAL NONNO CON UN COLPO DI PISTOLA.

Qualche giorno fa è morto il bambino ferito dal nonno con un colpo di pistola partito accidentalmente.

L’incidente a Roma.

  Il piccolo, insieme al padre, si era recato per far visita al nonno il quale, pare, fosse impegnato nel pulire l’arma.

Un colpo accidentale ha colpito alla testa il piccolo.

Subito trasportato in ospedale all’Umberto I, i medici lo hanno sottoposto ad un delicato intervento dall’esito incerto tanto che nel corso della nottata è stato dichiarato cerebralmente morto, cioè mantenuto in vita dalle macchine.

Al momento il nonno del piccolo è stato denunciato per lesioni colpose gravi.

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Parte colpo mentre pulisce la pistola, muore 56enne

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Spara un colpo mentre pulisce l’arma: uomo morto nell’Astigiano

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Si spara al petto mentre pulisce la pistola.

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Era titolare di un’officina meccanica.

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Uccide la moglie con un colpo di pistola: scarcerato il marito

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13 gen 2020 – Uccide la moglie con un colpo di pistola: scarcerato il marito.

E’ tornato in libertà Francesco Semerano, il marito di Giovanna De Pasquale, …

Omicidio-suicidio ad Aprilia: spara alla moglie e poi si uccide

www.latinatoday.it › cronaca › aprilia-omicidio-suicidio…

17 lug 2020 – … Aprilia: 48enne spara alla moglie, poi si uccide con la stessa pistola … via Le Salzare, trovando in casa i corpi senza vita di marito e moglie.

COMMENTO

Sono solo alcuni episodi presi a caso tra i tanti titoli dei giornali di questi ultimi mesi.

In tutti i casi c’è una pistola ed una persona uccisa.

Salvini vuole facilitare la vendita di armi “per difesa personale”

In Italia è possibile detenere un’arma anche senza avere il porto d’armi!

  Metà degli omicidi compiuti in Italia si sono consumati in famiglia.

Più di quelli compiuti da criminalità comune e organizzata.

E, ovviamente, il maggior numero di vittime sono donne.

Ecco gli effetti di una cultura patriarcale e della facilità con cui si ottiene il porto d’armi.

  Le armi legalmente detenute nelle case degli italiani ammazzano più della mafia.

E le vittime sono principalmente le donne.

È questo uno dei dati più significativi del rapporto Omicidio in famiglia pubblicato dall’Istituto di ricerche economiche e sociali Eures.

Il rapporto rappresenta la prima analisi in Italia dedicata specificamente a questo tema, compiuta sulla base dei dati del dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno.

  Il rapporto, innanzitutto, conferma quanto già evidenziato da altri studi: Il numero di omicidi nel nostro Paese è in costante calo dagli anni Novanta, tanto che – secondo i dati riportati da Eurostat – nel 2017 l’Italia, con un tasso di omicidi pari a 0,61 per 100mila abitanti, risulta essere uno dei Paesi dell’Unione europea con il livello più basso di omicidi.

(Perché questo dato non viene mai detto dalle destre? Evidentemente più paura abbiamo più dubitiamo della giustezza delle idee democratiche).

La progressiva diminuzione degli omicidi non è però un fenomeno uniforme.

Mentre, infatti, a partire dagli anni Novanta si è verificata una costante contrazione del numero di omicidi attribuibili sia alla criminalità organizzata di tipo mafioso (da 224 nel 2000 a 37 del 2018, con un calo del 83,5%) e alla criminalità comune (da 157 nel 2000 a 88 nel 2018, con un calo del 43,9%), gli omicidi all’interno della famiglia e delle relazioni di vicinanza mostrano solo una leggera diminuzione (da 260 nel 2000 a 199 nel 2018, con un calo del 23,5%).

  Nel 2018 la metà di tutti gli omicidi in Italia si è compiuta in famiglia (163 vittime).

Ciò significa che oggi la famiglia ammazza di più della mafia e della criminalità comune messe insieme.

Nell’ambito familiare trovano la morte circa i tre quarti delle vittime femminili di omicidio (2.265 vittime tra il 2000 e il 2018, pari al 72,5%).

E nel 2018 ben l’83,4% delle 130 donne uccise in Italia è stata uccisa da un familiare o da un partner o ex partner.

  La trasformazione del fenomeno di omicidi dal contesto criminale a quello familiare farebbe presumere che gli strumenti più utilizzati per compierlo non siano le armi da fuoco, ma quelli più a portata di mano (coltelli, armi improprie, lacci per soffocamento, ecc.).

  Sono invece proprio le armi da fuoco lo strumento più utilizzato anche negli omicidi in famiglia: ammontano, infatti, a 1.139 le vittime degli omicidi in famiglia uccise con pistole e fucili tra il 2000 e il 2018 (il 32,2% del totale), mentre risultano 1.118 gli omicidi familiari commessi con armi da taglio (il 31,6%) e in minor numero quelli con armi improprie o percosse.

  Nel 2018, l’arma da fuoco è stata lo strumento più utilizzato negli omicidi in famiglia (65 vittime, pari al 39,9% del totale), prevalendo in misura significativa sull’arma da taglio (40 casi, pari al 24,6%).

E le armi da fuoco costituiscono anche il principale strumento utilizzato dagli uomini negli omicidi di coppia per uccidere le proprie compagne/ex compagine.

  Ma c’è di più.

Sulla base delle informazioni accessibili da fonti aperte, Eures segnala che nel 2018 in almeno 42 casi (pari al 64,6%) negli omicidi familiari compiuti con arma da fuoco, l’assassino risultava in possesso del “porto d’armi” …

    Ragioniamo un po’.

Le armi di difesa personale servono molto di più per uccidere se stessi o le proprie compagne di vita che per difendersi da aggressioni.

Perché allora tutta questa campagna delle destre per il diritto d’avere un’arma “per la difesa personale”?

 I motivi principali di questa battaglia salviniana credo siano due:

  1. Cercare consenso politico tra la gente che si sente spaventata e insicur
  2. Rilanciare nel mondo i nostri prodotti migliori come le armi.

 Infatti, la produzione di armi colloca l’Italia tra i maggiori paesi del mondo per quantità e qualità.

  Quando in TV vediamo armi in mano a terroristi e massacratori o vediamo l’effetto di una bomba anti-bambino (è ipocrita chiamarle “mine anti-uomo”), spesso quelle armi parlano italiano.

Nella Roma antica si diceva:

“Pecunia non olet”. 

 Tradotto: «Il denaro non ha odore»

 Per Salvini e compagnia neppure i voti elettorali hanno odore e neppure il sangue innocente.

di Gianni ZANIRATO

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