MENNEA: “La Freccia del sud”

Ho appena rivisto il film su Rai 1 “La Freccia del sud” che racconta la storia di un grandissimo campione.

Una storia emozionante ricca di valori da trasmettere,un’ icona, un modello di fatica, di duro lavoro, di sudore, di principi etici, povertà e riscatto morale: la storia di un gigante.

Credo sia un esempio a cui potremmo guardare con orgoglio e, anche se impossibile, cercare di emularlo almeno nei principi.

Stiamo uscendo da una crisi spaventosa dovuta alla pandemia, che nel mondo ci ha colpiti per primi, con un governo giovane di inesperti che ha dovuto gestire questa bomba umanitaria.

Malgrado tutto, tra inevitabili errori e ritardi, siamo stati il riferimento elogiato da seguire in tutto il mondo.

Abbiamo ottenuto riconoscenza da parte dell’Europa, che ha accolto le nostre istanze, c’è stata attenzione ove più ove meno a tutti i comparti economici che hanno sofferto la crisi e con i soldi che presto arriveranno dall’Europa potremmo risanare molti dei nostri problemi.

  Una società sana dovrebbe stringersi intorno ai veri problemi, informarsi con notizie vere, fare squadra.

È triste vedere la superficialità di questa società cresciuta con i talk show di certe TV che riportano le opinioni sapientemente aizzate dai social nelle bettole e amplificate a mo’ di megafono dai social media, senza filtri.

È triste vedere personaggi politici narcisi e nullafacenti senza principi che fanno la passerella per farsi fotografare che contestano tutto e il contrario di tutto.

Siamo stati fortunati di non averli al governo del paese, è difficile immaginare i disastri che avrebbero combinato vedi Jhonson, Trump e Bolsonaro per non parlare dell’atteggiamento verso l’Europa con le conseguenze che ne sarebbero derivate.

Oggi sono spiazzati, hanno solo un argomento, l’immigrazione che sapientemente orchestrata ha legato trasversalmente ogni disagio sociale.

È una grande delusione assistere alle scene di adunate di gente di ogni ceto che diventa probabilmente maggioranza, in fila per poter vantare ed esibire come trofeo una foto che ipotizza una amicizia con un personaggio veramente inconsistente e nullo, ma conosciuto.

Cosa sta succedendo a questa società?

Come possiamo raccordarla con quella epica della “Freccia del sud” plurilaureato, medaglia d’oro olimpica, primatista mondiale e detentore di record a lungo imbattuti?

di Giuseppe POGGIONI

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