ROBERTO CALDEROLI (UN CAPO STORICO DELLA LEGA): “VI PREGO, METTETE LA MASCHERINA”

Roberto Calderoli fa un appello “alla politica e alla gente comune” perché “un secondo lockdown sarebbe il colpo finale”

ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Matteo Salvini e Roberto Calderoli

Faccio un appello erga omnes, alla politica come alla gente comune: bisogna mettere le mascherine giuste e nel modo corretto. Ognuno faccia la propria parte, perché un secondo lockdown sarebbe il colpo finale”.

Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, ex ministro delle Riforme, parlamentare alla settima legislatura sempre in quota Lega (per cui è l’uomo dei numeri e delle strategie d’aula), è bergamasco.

Calderoli:

Il dramma del coronavirus l’ho vissuto in diretta. A marzo mettevo mascherina e occhiali come quando uso il decespugliatore. A causa del tumore faccio ancora immunoterapia e ho le difese più basse del normale, ma l’avrei fatto lo stesso. Ho fatto otto tamponi finora: non mi sono mai contagiato”. “Ieri ero sul volo della Gelmini con 30 parlamentari. Sedevo a distanza di sicurezza, ma farò il nono tampone. Serve prudenza”. Il voto a distanza, però non è una soluzione: “Bisognerebbe cambiare i regolamenti e anche la Costituzione. Ci vorrebbero anni, mentre il nostro problema è adesso”.

Calderoli ha fatto un appello a mettersi la mascherina “perché qui si rischia la vita”. Un appello destinato alla gente comune o alle istituzioni, perché “sono convinto che un nuovo lockdown sarebbe il colpo finale: o si muore di coronavirus oppure di fame. Occorre una strada parallela che possa garantire, nei limiti del destino di ognuno, di evitare entrambe queste prospettive.”

Afferma Calderoli:

Ognuno deve fare la sua parte” Vanno utilizzati tutti gli strumenti a nostra disposizione, tra cui le mascherine, per evitare la diffusione del virus. Purtroppo, anche per esperienza diretta, prendo atto che nonostante l’ampia condivisione di questa consapevolezza nella popolazione, c’è ancora chi non lo capisce. Chi non usa proprio le mascherine: ancora ieri ne ho trovati e li prenderei a calci. Chi usa mascherine che sarebbero adatte per fare le pulizie, oppure le indossa per due mesi quando sono ormai un concentrato di sporcizia. Chi le tiene sotto il naso…

Continua Calderoli: “C’era una foto di Matteo Renzi sui giornali proprio con la mascherina abbassata sotto il naso… Nel caso specifico non saprei, magari doveva soffiarsi il naso. Ma ho richiamato da poco i senatori: guardate che la mascherina non è un reggi-pappagorgia. La tenevano sotto il mento: invece, serve il dispositivo giusto indossato nel modo corretto. Quando vedo in giro tutte queste mascherine in tessuto colorato, e penso che magari non vengono neppure lavate, mi cascano le braccia”.

Viene chiesto a Calderoli: “Matteo Salvini è stato piuttosto ondivago sul tema della mascherina. Ma anche altri leader sono stati beccati a volto scoperto. La politica dovrebbe affrontare il tema con meno leggerezza?”

Risposta: “Io sono di Bergamo, il dramma l’ho vissuto in maniera diretta. A marzo scorso mettevo la mascherina FFP2 e gli occhiali protettivi, come quando uso il decespugliatore in giardino. Mi prendevano tutti in giro.”

Domanda: “Lei, in passato, ha visto la malattia da vicino. Si sente vulnerabile più degli altri?”

Risposta: “Faccio ancora immunoterapia a causa del tumore e non ho le difese immunitarie di una persona normale, ma mi sarei comportato nello stesso modo. Finora dall’inizio del coronavirus ho fatto otto tamponi: uno per un ricovero ospedaliero, gli altri per contatti – anche stretti – con ammalati. E non l’ho preso. Certo, conta il “fattore C”, ovvero la fortuna, ma il distanziamento e le altre regole sono cruciali. Se continua così rimetterò anche gli occhiali: basta uno starnuto e il virus passa attraverso le congiuntive”.

Domanda: “Lei è laureato in medicina, chirurgo maxillo-facciale ospedaliero di professione. Sono categorie più esposte al rischio. Come vivono questo momento?”

Calderoli: “Medici di base e specialisti, operatori sanitari, chiunque è in trincea corre più rischi. Si auspica che rispetto alla prima ondata tutti abbiano a disposizione i “dip”, dispositivi di protezione. C’è chi sia alza la mattina e va a lavorare nei reparti Covid. Ci sono cose che fanno la differenza in termini di sicurezza e di serenità.”

Calderoli sulla Scuola. “La scuola va tenuta aperta, finché si può in presenza, o è un focolaio del virus?

Aperta. Non è solo istruzione. Non mi ricordo le versioni di greco, ma gli amici. E’ un modo di crescere e di stare in comunità. Però, oltre a mettere i ragazzi in sicurezza, bisogna sensibilizzarli. Ne vedo troppo, all’ingresso o all’uscita degli istituti, ammassati con le mascherine sul gomito.”

COMMENTO

Immagino che chi mi conosce si sia un po’ meravigliato per il fatto che propongo un articolo in cui elogio un “avversario” contro il quale ho sempre combattuto e con il quale non ho mai avuto simpatie. Ma perché non dare atto che Calderoli ha scritto alcuni pensieri che coincidono con i miei?

Non coincidono di certo quando, ad esempio:

Il razzismo la paga cara: Roberto Calderoli condannato in primo grado ad un anno e sei mesi per avere rivolto insulti razzisti a

Kashetu Kyenge, detta Cécile politica italiana originaria della Repubblica Democratica del Congo.

Cécile Kyenge

Cécile Kyenge è stata ministro dell’integrazione del governo Letta.

Era il 2013 quando di fronte a migliaia di persone fu paragonata ad un orango da Roberto Calderoli, parlamentare della Lega.

Un oltraggio che il Tribunale di Bergamo ha definito una diffamazione aggravata dall’odio razziale, e che l’ha sanzionata oggi con una pena di un anno e sei mesi di carcere.

Certo che questo non può essere il Caldaroli che si preoccupa della gente!!! Scava scava e nella biografia di un leghista trovi sempre un razzista.

Ovviamente si può cambiare… Calderoli, coraggio, hai ampi spazi per il miglioramento!

di Gianni ZANIRATO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *