L’AMICIZIA CON OBAMA E L’ODIO PER TRUMP, IL GATTO LARRY FESTEGGIA 10 ANNI A DOWNING STREET

Il gatto Larry, primo felino d’Inghilterra a essere insignito del titolo di ‘Chief Mouser’, ossia “l’acchiappatopi in capo”, festeggerà domani 10 anni di permanenza a Downing Street.

Era il 15 febbraio 2011 quando il soriano, che allora aveva quattro anni, mise la zampa per la prima volta nella sede del primo ministro britannico.

Da allora si sono succeduti tre premier e il Regno Unito ha attraversato il difficile percorso della Brexit.

Nel frattempo l’ineffabile felino, proveniente da un rifugio londinese per animali abbandonati, ha pero’ sempre mantenuto salde le redini del potere, nonostante le sue abilita’ nella caccia ai topi, dopo un promettente inizio, abbiano lasciato parecchio a desiderare.

O, quantomeno, Larry aveva preferito dedicarsi alla “pianificazione tattica” dopo i tre roditori catturati nei primi mesi a Downing Street, spiego’ David Cameron, l’ex premier che lo accolse al numero 10. 

La diplomazia di Larry, basata senza dubbio sul ‘soft power’, «ha catturato i cuori dei cittadini britannici», spiega una nota di Downing Street.

Un rapporto che è stato particolarmente cordiale con i giornalisti, che non hanno mai mancato di dispensargli carezze e spuntini e di documentarne le occasionali intemperanze, come i combattimenti per la supremazia felina con Palmerston, il gatto del Foreign Office, che lo scorso anno ha lasciato la politica per ritirarsi in campagna.

Dieci anni a Downing Street: il gatto Larry ha battuto Churchill

https://video.repubblica.it/mondo/dieci-anni-a-downing-street-il-gatto-che-ha-battuto-churchill/376329/376940

La diplomazia di Larry, basata senza dubbio sul ‘soft power’, «ha catturato i cuori dei cittadini britannici», spiega una nota di Downing Street.

Un rapporto che è stato particolarmente cordiale con i giornalisti, che non hanno mai mancato di dispensargli carezze e spuntini e di documentarne le occasionali intemperanze, come i combattimenti per la supremazia felina con Palmerston, il gatto del Foreign Office, che lo scorso anno ha lasciato la politica per ritirarsi in campagna.

Altalenanti i rapporti con i leader mondiali.

Se Larry si lasciò accarezzare dall’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, fu più complicato il rapporto con il successore Donald Trump, sotto la cui limousine presidenziale si rintanò, rifiutando di abbandonare la posizione con una risoluta ostinazione che avrebbe reso orgoglioso Churchill.

https://www.google.com/url?sa=i&url=https%3A%2F%2Fwww.fuoriditesta.it%2Fvideo-divertenti%2Fecco-reazione-del-gatto-di-fronte-donald-trump.html&psig=AOvVaw3PkC51_w1n1qEAJmkjeE2a&ust=1613811217528000&source=images&cd=vfe&ved=2ahUKEwjKrI60yfXuAhUHtKQKHR9bB1wQjhx6BAgAEBA

Pur avendo abituato il pubblico a un dignitoso silenzio, Larry ha raccontato la sua storia in una biografia, ‘The Larry Diaries’, firmata dal giornalista James Robinson, e vanta un profilo Twitter non ufficiale, @Number10cat, con oltre 433 mila folower.

Interpellato dalla France Presse, l’amministratore del profilo ha chiarito di essere un mero portavoce e di limitarsi a riportare fedelmente il pensiero di Larry.

«La prima cosa da ricordare è che io abito qui permanentemente, i politici si limitano a convivere con me finchè non vengono licenziati», è il monito del felino, «prima o poi capiranno tutti che sono io che comando qui».

Commento:

Lo sapevo che i gatti sono democratici.

Certo che scegliere tra Obama e Trump é troppo facile per un gatto.

Questi simpatici felini sono esseri estremamente intelligenti e sensibili.

Gianni ZANIRATO

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