PERCHE’ GUARDARE ANCORA ALLE MISSIONI SPAZIALI

Il 18 febbraio 2021, con grande successo e clamore, è atterrato sul pianeta Marte il rover Perseverance!

Per chi ha assistito all’impresa è stato emozionante come lo deve essere stato vedere 52 anni fa per la prima volta l’uomo camminare sulla Luna -immagino… -perché,oramai da qualche anno,si sta cercando di arrivare su di una nuova destinazione, stiamo cercando di spingerci un po’ più in là con le scoperte, e si sta cercando di esplorare su di un pianeta nuovo e finora ‘sconosciuto’all’uomo, se non fosse per i numerosi studi a riguardo, impresafinora solo sognata, ipotizzata dall’uomo e progettata fin nel dettaglio per un ipotetico domani.

Ebbene, abbiamo avuto il grandissimo privilegio di assistere a quell’ipotetico domani!

Ma cosa può significare esplorare lo spazio?

Beh, possiamo dire forse molto banalmente ed anche intuitivamente che dalla corsa allo spazio si può imparare oltre alla sfida dei limiti, allo spingersi sempre un po’ più in là -senza perdere mai di vista concetti quali la prudenza, lo studio e la preparazione in piena coscienza, frutto di duro lavoro e fatica –anche il seguire i propri sogni, le proprie ambizioni, ma soprattutto il cercare di dare risposte per innescare ancora più domande, e l’importanza, il valore, la bellezza della curiosità!

Alcuni chiedono perché spendere tutti quei soldi nelle missioni, nelle imprese spaziali, quando ci sono problemi molto più pressanti come ad esempio la fame nel mondo?

Un pensiero molto nobile ma che secondo me c’entra molto poco con l’argomento in questione, e la corsa allo spazio può insegnarci a rispondere anche a domande insidiose e spinose come questa.Per prima cosa: vi è la bellezza della diversità!Sia dello scoprire la diversità ed essere attirati, affascinati da essa, che è poi ciò che ci spinge ad esplorare nuovi e altri mondi, sia la diversità di interesse, perché possono essere molti e molto diversi i nostri interessi…perché per fortuna siamo diversi l’uno dall’altro e, ripeto per fortuna, non siamo tutti uguali!

Quindi non possiamo essere tutti medici senza frontiere, altrimenti non avremmo più né idraulici, né meccanici o panettieri, né agricoltori o artigiani, non ci sarebbe più chi è deputato alla nostra difesa o al nostro intrattenimento, niente più risate, letture, parole, o musica, perché direi sono tutti aspetti importanti e da tenere in (alta) considerazione.

Proviamo ad immaginare un mondo dove tutti sono uguali e dove tutti hanno gli stessi interessi, dove ad esempio siamo tutti ma intendo proprio tutti gli abitati del pianeta Terra, idraulici, anche i bambini eh, perché, anche se non lavorano ancora per ovvi vincoli legati alla giovane età, naturalmente e ovviamente, dal momento che non è concesso loro di conoscere altro, e di aspirare, ambire a qualcosa di diverso, la loro più grande ambizione chiaramente e di conseguenza, sarà di diventare un altro idraulico da aggiungere e sommare a quelli già presenti.

E dove finiscono allora le ambizioni, i sogni, il voler distinguersi dalla massa -senza magari poi riuscirci, ma solo nutrire profondamente ed intimamente il desiderio di emergere di fare qualcosa di diverso e qualcosa d’altro, in quanto non è necessario riuscire nell’impresa perché i sogni insegnano tanto quanto li realizziamo e tanto anche quando non riusciamo a realizzarli…

Perché è tanto bello avverare i sogni rinchiusi ad impolverarsi nel cassetto quanto possederne di nuovi!

L’importante è sognare e sperare, non cadere vittima del cinismo dettato dall’insoddisfazione, dal fallimento o dall’insuccesso, ma sperare e credere sempre in meglio.

E cos’altrodire… per aspera ad astra-oper aspera sic itur ad astra, letteralmente: «attraverso le asperità sino alle stelle».

di Valentina BASIGLIO

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