CORONAVIRUS NEL MONDO: BRASILE, OSPEDALI AL COLLASSO: “UNA MINACCIA PER L’UMANITA'”

La Repubblica del 10 Marzo 2021

Le ultime notizie sull’emergenza: nel mondo i decessi superano quota 2,6 milioni.

Scontro Regno Unito – Ue: “Non abbiamo bloccato l’export dei vaccini”

I decessi provocati dal coronavirus a livello globale hanno superato la soglia dei 2,6 milioni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University.

Secondo l’università americana dall’inizio della pandemia nel mondo sono il bilancio complessivo dei casi di contagio ha superato quota 117 milioni

Brasile, ospedali vicino al collasso: “Una minaccia per l’umanità”

I sistemi sanitari della maggior parte delle metropoli del Brasile sono vicini al collasso a causa della pandemia, avverte un rapporto dell’istituto Fiocruz del Paese.

L’istituto con sede a Rio de Janeiro ha affermato che più dell’80% dei letti delle unità di terapia intensiva (ICU) sono occupati nelle capitali di 25 dei 27 Stati del Brasile.

Oggi il Paese ha registrato un nuovo triste record giornaliero: 1.972 morti per Covid.

Il Brasile ha registrato più di 266.000 morti e 11 milioni di casi dall’inizio della pandemia.

Ha il secondo più alto numero di morti al mondo dopo gli Stati Uniti e il terzo più alto numero di casi confermati.

Nel suo rapporto, Fiocruz, avvertito che le cifre indicano “il sovraccarico e persino il collasso dei sistemi sanitari”.

“La lotta contro il Covid-19 è stata persa nel 2020 e non c’è la minima possibilità di invertire questa tragica circostanza nella prima metà del 2021”, ha detto l’epidemiologo di Fiocruz Jesem Orellana, citato dall’agenzia di stampa Afp.

“Il meglio che possiamo fare è sperare nel miracolo della vaccinazione di massa o in un cambiamento radicale nella gestione della pandemia.

“Oggi, il Brasile è una minaccia per l’umanità e un laboratorio a cielo aperto dove l’impunità nella gestione sembra essere la regola”.

Nonostante ciò, il presidente Jair Bolsonaro continua a minimizzare la minaccia del virus e dice alla gente di “smetteral di lamentarsi”.

Il governatore di San Paolo, Doria, ha descritto Bolsonaro come un “pazzo” che sta peggiorando la situazione del coronavirus nel Paese attaccando governatori e autorità locali che hanno deciso misure di quarantena.

Secondo il presidente brasiliano a causa delle restrizioni i danni collaterali all’economia saranno peggiori degli effetti del virus stesso.

Regno Unito contro Ue: “Non abbiamo bloccato l’export di vaccini”

Sale lo scontro Londra-Bruxelles sui vaccini anti Covid. Il governo di Boris Johnson ha respinto come “completamente false” le affermazioni di ieri del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, secondo cui l’Ue sarebbe titolata a bloccare le esportazioni degli antidoti prodotti sul proprio territorio poiché il Regno Unito avrebbe fatto già lo stesso.

Bugie, replica il governo britannico in una lettera inviata a Michel dal ministro degli Esteri, Dominic Raab, secondo quanto appreso dalla Bbc, la quale aggiunge che il Foreign Office ha inoltre convocato il rappresentante diplomatico Ue a Londra per “ulteriori discussioni”.

Allarme del premier palestinese, gli ospedali sono pieni

Gli ospedali palestinesi sono strapieni e le unità di terapia intensiva operano al 100% della loro capacità in alcune zone della Cisgiordania: è l’allarme lanciato dal premier palestinese, Mohammad Shtayyeh, di fronte ai gravi effetti dell’epidemia di coronavirus nei Territori occupati.

“La percentuale di occupazione degli ospedali in alcune aree ha raggiunto oltre il 100%.

Il numero dei pazienti sta aumentando quotidianamente, come quello dei morti, costringendoci a prendere misure rigorose, dirette e senza precedenti”, ha spiegato il leader palestinese da Ramallah.

Cina, 5 nuovi positivi “tutti importati”

La Commissione sanitaria nazionale cinese ha comunicato 5 nuovi casi di Covid, affermando che sono tutti importati dall’estero.

Due contagiati sono stati individuati nell’area metropolitana di Shanghai e gli altri tre nelle province di Henan, Canton e  Shaanxi.

L’ultimo contagio locale comunicato dalle autorità cinesi risale allo scorso 15 febbraio.

Giappone, quasi il 5% dei casi attribuito a varianti

Quasi 400 casi di coronavirus in Giappone, equivalenti al 4,5% dei contagi da febbraio nel Paese, sono attribuibili alle nuove varianti della malattia, provenienti da Gran Bretagna, Sud Africa e Brasile.

Lo stabilisce una ricerca dell’Istituto nazionale di malattie infettive, spiegando che, malgrado la continua evoluzione dell’agente patogeno, un grado di affinità a quei ceppi può causare rischi di nuove infezioni e ridurre l’efficacia stessa dei vaccini attuali.

“Non crediamo che i contagi causati dalle nuove varianti diventeranno più diffusi in Giappone, ma continueremo a studiare dei metodi efficaci per prevenirne la diffusione”, ha detto il direttore dell’istituto Tomoya Saito.

Molte di queste mutazioni del virus provengono dall’estero, ha proseguito Saito, ma non si conoscono ancora i dettagli su come si siano evolute.

Tra le varianti allo studio l’istituto dice di concentrare la propria ricerca su quella inglese, considerata la più contagiosa.

Tunisia, vaccinazioni al via il 13 marzo

La campagna di vaccinazioni anti Covid in Tunisia inizierà sabato 13 marzo, con una priorità per gli operatori sanitari in prima linea, gli anziani e le persone con malattie croniche: lo ha reso noto il ministro della Salute, Faouzi Mehdi.

Il Paese ha ricevuto ieri il primo lotto di di 30.000 dosi del vaccino russo Sputnik V, ha aggiunto il ministro, precisando che 93.600 dosi dei vaccini Pfizer-Biontech saranno consegnate la prossima settimana nell’ambito del programma internazionale Covax, coordinato dall’Oms.

Come è noto, il Paese riceverà inoltre un totale di 500.000 dosi di vaccini russi che saranno consegnati a breve, oltre a137.000 dosi del vaccino AstraZeneca e una donazione di 200.000 dosi di quello cinese Sinovac.

Nell’ultima settimana di marzo, la Tunisia dovrebbe ricevere un nuovo lotto di 100.000 dosi di vaccini Pfizer-Biontech.

COMMENTO:

Ci vuole poco a capire che il Coronavirus non conosce frontiere.

La pandemia non sarà sconfitta fino a quando tutto il mondo non combatterà la stessa battaglia e nello stesso tempo.

Un focolaio in un punto dimenticato dell’ Africa o dell’America Latina può essere pericoloso per il resto del mondo.

L’ Umanità vincerà solamente se gli esseri umani combatteranno insieme e si aiuteranno.

Vincere la guerra nel solo Occidente equivale alla vittoria di Pirro.

Gianni ZANIRATO

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