PIAZZA HITLER A ROMA«AL POSTO DI PIAZZALE DEI PARTIGIANI». EX CONSIGLIERE COMUNALE LEGA IN SCIA A DURIGON

Il Messaggero del 13 AGOSTO 2021

Da Piazzale dei Partigiani a piazza Adolf Hitler, per cominciare, poi magari si vedrà se l’ex consigliere comunale leghista  di Colleferro, Andrea Santucci, si interesserà anche a viale delle Cave Ardeatine, sempre all’Ostiense di Roma, che ugualmente Benito Mussolini volle dedicare al dittatore alleato tedesco.

E ora la Lega ha un bel da dire per rinnegare l’appartenenza al Carroccio del vigile del fuoco che nella cittadina a 70 km da Roma  è stato anche capogruppo in consiglio comunale.

Dopo il caso del sottosegretario all’Economia della Lega Claudio Durigon che, durante un comizio a Latina, ha proposto di intitolare di nuovo il parco ad Arnaldo Mussolini, fratello di Benito, cancellando i nomi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ora è il turno di Andrea Santucci, vigile del fuoco e fino allo scorso autunno consigliere comunale a Colleferro per il partito di Matteo Salvini, che si dichiara favorevole a intitolare di nuovo a Hitler il piazzale dei Partigiani nella capitale

Le sue parole, riportate da Repubblica: «Nel bene e nel male questa è la nostra storia, credo anche che per la cecità di alcuni perdiamo moltissimo in termini di turismo nel volerla nascondere».

La Storia, in questo caso, è assai breve, una manciata di anni appena, un battito di ciglia rispetto a quella della Capitale: piazza e viale vennero dedicati ad Adolf Hitler da Mussolini nel 1938, in occasione della visita del fuhrer del 3 maggio durante la quale venne lanciata anche la nuova, provvisoria e precaria per quanto monumentale nell’effetto, stazione Ostiense progettata da Roberto Narducci, poi definitivamente inaugurata nel 1940.

Una visita, quella di Hitler, che fa da sfondo al film “Una giornata particolare” di Ettore Scola, da consigliare a chi soffre di particolari nostalgie.

Immediata la presa di distanza del Coordinatore Lega provincia Roma Sud, Tony Bruognolo, che evidentemente ha smarrito i “santini” elettorali di Santucci: «Lui non è iscritto alla Lega e quindi non parla a nome del partito, né lo rappresenta in alcun modo. Qualsiasi tentativo di coinvolgere la Lega per alcune dichiarazioni di questa persona significa diffondere falsità e costituisce una grave strumentalizzazione politica: siamo pronti a difendere le nostre ragioni e ripristinare la verità nelle sedi appropriate». 

Durigon, sfiducia in vista? Draghi (per ora) non interviene, ecco cosa può accadere

Anpi

«Sono parole ignobili di cui temo l’autore non provi neanche vergogna. Non credo sia colpa caldo ferragostano ma dell’avvicinarsi della campagna elettorale che fa uscire alla luce del giorno questi che non possono che definirsi fascisti». A dirlo all’Ansa il presidente dell’Anpi provinciale di Roma Fabrizio De Sanctis, in merito alle parole di Andrea Santucci, vigile del fuoco ed ex consigliere comunale leghista di Colleferro che si è dichiarato favorevole a intitolare a Hitler piazzale dei Partigiani a Roma.«È intollerabile – aggiunge – deve essere incriminato per apologia del fascismo». 

«Se un sottosegretario all’Economia propone di intitolare un parco ad Arnaldo Mussolini deve dimettersi – sottolinea inoltre  De Sanctis – e Santucci deve essere incriminato per apologia al fascismo». Per il presidente dell’Anpi di Roma, «è una cosa intollerabile e non dobbiamo tollerarlo. Chiediamo come Anpi di Roma, con le sezioni di Colleferro e dei vigili del fuoco, l’incriminazione del soggetto e ci uniamo alla richiesta del presidente nazionale e di molti altri delle dimissioni immediate di Durigon».

Virginia Raggi

«È inaccettabile e vergognosa la proposta di un ex consigliere leghista di intitolare piazzale dei Partigiani ad Adolf Hitler. Roma è una città orgogliosamente antifascista. Non permetteremo mai una follia del genere».

Così in un tweet la sindaca di Roma Virginia Raggi.

COMMENTO:

Cerco le parole per esprimere il mio immenso disgusto ma non ci riesco.

Rispondo con le celeberrime parole di un padre della patria Piero Calamandrei.

Le conosciamo tutti ma leggiamole ancora attentamente: sono ancora attuali.

Gianni ZANIRATO

  • “Lo avrai, Camerata Kesselring…”

Processato nel 1947 per crimini di Guerra (Fosse Ardeatine, Marzabotto e altre orrende stragi di innocenti), Albert Kesselring, comandante in capo delle forze armate di occupazione tedesche in Italia, fu condannato a morte.

La condanna fu commutata nel carcere a vita.

Ma già nel 1952, in considerazione delle sue “gravissime” condizioni di salute, egli fu messo in libertà.

Tornato in patria fu accolto come un eroe e un trionfatore dai circoli neonazisti bavaresi, di cui per altri 8 anni fu attivo sostenitore.

Pochi giorni dopo il suo rientro a casa Kesselring ebbe l’impudenza di dichiarare pubblicamente che non aveva proprio nulla da rimproverarsi, ma che – anzi – gli italiani dovevano essergli grati per il suo comportamento durante i 18 mesi di occupazione, tanto che avrebbero fatto bene a erigergli… un monumento.

A tale affermazione rispose Piero Calamandrei, con una famosa epigrafe (recante la data del 4.12.1952, ottavo anniversario del sacrificio di Duccio Galimberti), dettata per una lapide “ad ignominia”, collocata nell’atrio del Palazzo Comunale di Cuneo in segno di imperitura protesta per l’avvenuta scarcerazione del criminale nazista.

L’epigrafe afferma:

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.

Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.

Ma soltanto col silenzio del torturati
più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.

Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA

Testo introduttivo a cura dell’ANPI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *