MIGLIAIA IN CODA PER SALUTARE GINO STRADA. SALA: “SPERO CHE ASSENZA DEI POLITICI SIA DOVUTA SOLTANTO ALLE VACANZE”

Secondo giorno di apertura della camera ardente per salutare il medico morto improvvisamente il 13 agosto.

Volontari e sostenitori da tutta Italia.

Fabio Fazio: “Con Emergency curava tutti, la sua morte lascia un grande vuoto”

Alle 9 del mattino c’è già gente in coda a Milano, fuori dalla sede di Emergency, dove ha riaperto alle 10 la camera ardente con l’urna delle ceneri di Gino Strada.

Il colpo d’occhio è impressionante perché c’è ancora più folla di ieri, primo giorno dei tre durante i quali si può dare l’ultimo saluto al fondatore dell’Ong che ha curato 11,5 milioni di persone nel mondo dal 1994.

Il popolo di Emergency è rimasto in fila sotto al sole in via Santa Croce e la coda si allungava dentro al parco delle Basiliche, lo attraversava tutto fino all’altro ingresso, sulla Cerchia dei Navigli.

In tutta la giornata oltre 4mila persone hanno portato il proprio tributo, che si sommano alle 4mila di ieri.

L’ultimo saluto a Gino Strada: da Massimo Moratti a don Ciotti, gli amici di una vita sfilano nella sede di Emergency

Amici di una vita, compagni di strada, sostenitori, volontari: da sabato pomeriggio Milano si ritrova nella sede di Emergency di via Santa Croce per l’ultimo saluto a Gino Strada. Massimo e Milly Moratti, don Luigi Ciotti, Maurizio Landini, Nico Colonna, il sindaco Beppe Sala, Frankie hi-nrg tra i primi volti noti a salutare le sue ceneri, nella mattinata di oggi sono già arrivati Fabio Fazio e don Antonio Mazzi, mentre è atteso anche Renzo Piano.

Il sindaco Beppe Sala è tornato accompagnando Renzo Piano.

All’uscita ha detto che l’assenza della visita di esponenti politici di caratura nazionale nei primi due giorni di apertura della camera ardente in memoria di Gino Strada “mi auguro sia solo dovuto al momento di vacanza. Sarebbe stato certamente importante anche che tanti (politici, ndr) fossero venuti in questi giorni, ma speriamo che si possa lavorare nella sua memoria – ha aggiunto il primo cittadino milanese -. Però bisogna andare avanti, quindi spero che questo insegnamento che lui ha lasciato guidi le azioni della politica. C’è questo valore della gente che lascia e quindi continuare a lavorare assieme è obbligatorio”.

Oggi ci sono molte persone con i fazzoletti dell’Anpi al collo, oltre ai molti volontari e sostenitori che indossano la maglietta rossa di Emergency.

C’è chi è venuto da fuori Milano facendo ore di pullman, come Caterina Cardiani, 65 anni, arrivata da Roma: “Non lo conoscevo ma da sempre verso quello che posso all’associazione che cura i malati e i feriti di guerra senza chiedere i documenti, vedendo solo l’uomo che ha bisogno, l’essere umano. Gino era un santo, come lui non ce ne sono più”.

Fra i primi ad entrare alla camera ardente c’è il conduttore televisivo Fabio Fazio, grande amico di Gino Strada da molti anni.

Si ferma a lungo a parlare con Simonetta Gola, la seconda moglie del chirurgo sposata a giugno, che era con lui in Normandia, dove il medico è morto il 13 agosto scorso, improvvisamente mentre era in vacanza.

“Ho avuto il privilegio di conoscerlo ed essere suo amico – dice Fabio Fazio, uscendo con gli occhi umidi di pianto – Era una di quelle persone capaci di dire parole esperienziali, parlava di cose concrete, curava le vite di tutti, senza fare distinzioni. Lascia un grande vuoto, ma questo è il momento di stare vicini ad Emergency, alla figlia Cecilia Strada, alla moglie Simonetta. Io lo farò con gratitudine per tutto quello che mi ha insegnato”.

Entra anche don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus: “Questa morte ha un valore profetico e ci dice che dobbiamo essere uniti noi che facciamo parte del terzo settore, andare oltre alle parrocchiette e lottare per i diritti delle persone, di tutti gli uomini senza distintizioni”.

Intanto il muro dei biglietti di ricordi e di ringraziamenti ormai è una specie di memoriale pieno di fiori, di foto e di pensieri scritti a mano.

COMMENTO:

Ciao, Gino.

Non ti dimentichero’.

Sei una delle persone più importanti che abbia potuto incontrare.

Purtroppo non ho mai potuto abbracciarti e ringraziarti per quanto hai fatto.

Purtroppo di grandi come te ne nascono pochi.

PER GINO STRADA PREMIO NOBEL PER LA PACE.

Gianni ZANIRATO

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