CASSANDRA

Triste il destino di questa figura.

Bella, desiderata perfino da un dio, Apollo, era l’unica donna troiana che poteva competere con Elena. Vergine, fu stuprata dal brutale e sacrilego greco, Aiace Oileo, nel tempio della dea Atena.

Donna libera, fu fatta schiava dal più odioso dei re greci, Agamennone, e uccisa per invidia dalla moglie di lui (prima di ucciderlo a sua volta, e ne aveva molti motivi).

Colta, aveva studiato i rapporti di forza in campo e aveva suggerito a Priamo di non assecondare il “casus belli” offerto dal rapimento di Elena perché lo scontro avrebbe portato alla distruzione di Troia.

Intelligente, rivaleggia con Ulisse e mette in guardia i Troiani che il cavallo nasconde gli assalitori: timeo Danaos et dona ferentes (temo i greci anche quando portano doni).

Tutto inutile.

Fu sempre inascoltata.

Alla fine, la guerra di Troia è una parabola della forza prevalente dell’imbroglio, della credulità della gente, della sconfitta dell’antiveggenza.

Cassandra ebbe un destino odioso anche dopo morta.

Nell’immaginario comune, Cassandra è personaggio negativo: profetessa di sventure.

Anzi, non solo prevede le sventure, ma le porta anche.

Meglio starne alla larga!

Alla gente non piace la vista lunga.

Non piacciono quelli che mettono in guardia contro il moltiplicarsi dei focolai di guerra e la corsa ad armamenti in grado di distruggere migliaia di volte la Terra; quelli che denunciano le disuguaglianze e temono una società basata esclusivamente sulla crescita del PIL; quelli che denunciano il riscaldamento globale che pregiudica la sopravvivenza delle generazioni future.

E così via.

Sul COVID, poi?

Basta profeti di sventura!

Libertà, libertà di fregarsene.

Perché studiare, conoscere, costruire coscienza critica?

Attrezzarsi contro gli sciacalli populisti (sembra che l’esperienza di Hitler e Mussolini non abbiano insegnato nulla)?

Troppa fatica!

Basta profeti di sventura.

Per inciso, sulla variante sudafricana (che presto impareremo a chiamare OMICRON), vi invito a rileggere i miei articoli sulla priorità di VACCINARE IL MONDO e sul FIUME CARSICO, che spiegava come la battaglia contro la (le) pandemia(e) sarà una cosa di lungo periodo.

L’epidemia di peste, che ridusse di un terzo la popolazione europea, durò in passato 300 anni: dai tempi di Boccaccio alla Guerra dei 30 anni.

Ma allora la scienza era agli albori.

Oggi abbiamo i vaccini e il principio di precauzione: distanziamento, mascherine, lavaggio delle mani.

Per una volta, facciamo vincere Cassandra.

di Angelino RIGGIO

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