“ Il mio papà è più grande del tuo”, “Il mio pallone è più bello del tuo”. Magari mostrando la lingua.
Quante volte abbiamo sentito parlare in questo modo i bambini, quante volte cinque minuti dopo tornavano a essere amici per la pelle e il litigio dimenticato?
Anche Trump e Kim sembrano due bambini.
Kim: “Il pulsante nucleare è sempre sulla mia scrivania”.
Risponde Trump: “Anch’io ho il pulsante nucleare ma è molto più grande e più potente del tuo, e il mio funziona”.
Non sappiamo se, esprimendo questi pensieri, abbiano anche mostrato la lingua, ma non sono sicuramente diventati amici…
Come si fa a parlare con una tale superficialità della possibile morte di milioni di persone? Come si fa scherzare su quest’argomento? Possibile che la nostra possibilità di vita sia legata al capriccio di due persone di questo calibro?
L’anno 2017 era iniziato con un inquietante annuncio da parte della comunità scientifica. Un gruppo di scienziati ha annunciato, infatti, che il mondo è molto vicino alla peggiore catastrofe di sempre. Per indicare quanto l’umanità sia prossima alla catastrofe, gli scienziati hanno spostato 30 secondi in avanti l’Orologio dell’apocalisse. L’orologio adesso indica che mancano due minuti e mezzo a un disastro globale. Negli ultimi sessanta anni le lancette di quest’orologio non sono mai state così vicine alla mezzanotte.
Nel 2018 gli scienziati valuteranno nuovamente quanto siamo vicini alla fine del mondo. Secondo l’Orologio dell’apocalisse saremo ancora a un passo dalla catastrofe? Analizzando con un po’ d’ attenzione la situazione degli ultimi giorni si può affermare che la risposta a questa domanda è scontata: siamo sempre più vicini all’Apocalisse.
L’Orologio dell’apocalisse è un orologio simbolico riconosciuto in molte nazioni che indica quanto l’umanità sia vicina a un’autodistruzione causata dallo sviluppo di tecnologie pericolose. Il pericolo più grande è costituito dalle armi nucleari, ma ci sono anche tecnologie che modificano il clima, nuove biotecnologie e la cyber-tecnologia, che sono in grado di causare, intenzionalmente, in modo accidentale o a causa di errori di calcolo, danni irreparabili alla vita e al nostro pianeta.
Siamo capaci ad arrabbiarci ed indignarci (magari a ragione)per un sacchettino per la spesa da pagare alcuni centesimi l’uno ma non sappiamo più ribellarci a questa lenta e crudele morte?
Perché nessun partito o associazione pensa a scendere nelle piazze per un fondamentale obiettivo: LA PACE?
di Gianni ZANIRATO