VACCINI, ECCO CHI SONO GLI OLTRE DUE MILIONI DI ITALIANI CHE HANNO RICEVUTO UNA DOSE FUORI DALLE LISTE DELLA PRIORITA’

Nel report del commissario per l’emergenza vanno sotto la voce “altro”: i più numerosi in Sicilia, Calabria, Puglia, Campania e Toscana

ROMA – Il numero fa paura.

Sono più di 2 milioni e 300.000 gli italiani sotto la voce “altro” del report del commissario per l’emergenza Covid ad avere già ricevuto almeno una dose di vaccino.

Più di una su 5 delle 12 milioni di dosi somministrate è andato a persone non inserite nelle liste delle priorità.

E oggi che la platea degli over 80 immunizzati è ancora lontana dall’essere completata e che il premier Draghi ha ribadito che le riaperture saranno possibili solo nelle regioni che hanno messo in sicurezza i più anziani, questo numero fa paura.

Ma chi sono questi altri?

Per la verità non sono tutti furbetti.

Va chiarito infatti che il report del commissario Figliuolo non menziona come voci a parte gli over 70 e le persone con gravi patologie che quasi tutte le regioni, chi prima e chi dopo, hanno cominciato a vaccinare legittimamente e dunque queste categorie sono al momento ricomprese nella voce altri.

Andamento dosi somministrate per regione e per categoria

Coronavirus, le vaccinazioni in Italia

Ma è indubbio che in Regioni come la Sicilia, la Calabria, la Puglia, la Campania, la Toscana dove questa voce ha numeri che sfiorano il 30 per cento delle somministrazioni totali gli abusi ci siano stati: ampliando a dismisura ( nella prima fase) la platea degli operatori sanitari e non sanitari che avrebbero dovuto essere quelli in prima linea negli ospedali- come ha ribadito ieri Draghi – e poi dando priorità agli appartenenti ai cosiddetti servizi essenziali in cui si è infilato chiunque: dai magistrati agli avvocati per finire, appena qualche giorno fa con il nuovo piano vaccinale del generale Figliuolo gia in vigore, con i sacerdoti di Taranto, giovani seminaristi compresi.

Le Regioni che lo hanno consentito, dunque, ne pagheranno il prezzo in termini di ritardi nelle riaperture ma c’è anche un aspetto politico e persino uno penale da approfondire Sono diverse le inchieste aperte sui furbetti del vaccino da procure di mezza Italia e anche la commissione antimafia ha aperto un’istruttoria. 

Il presidente della commissione, Nicola Morra ha richiesto gli elenchi dei nominativi dei vaccinati in Sicilia, Calabria, Campania e Valle d’Aosta dove il numero degli iscritti nella categoria “altro” è ben oltre la media nazionale. 

Una raffica di avvisi di garanzia, ventitré, è arrivata a Biella dove dirigenti, avvocati e commercialisti – ma anche commissario, direttore sanitario e quello amministrativo della Asl – sono accusati di aver ‘saltato la filà per farsi vaccinare a inizio gennaio, quando la campagna riguardava soltanto i sanitari.

L’azienda si è detta ‘fiduciosa nel lavoro della magistratura’, mentre il procuratore, Teresa Angela Camelio, ha annunciato che le indagini proseguiranno per capire “perché è successo e chi ha permesso che persone prive di diritto ottenessero il vaccino”.

Tra gli indagati ci sono anche alcuni medici in pensione che avrebbero dichiarato il falso nell’autocertificazione, affermando di essere in servizio per ottenere il vaccino.

Una nuova inchiesta è stata aperta, poi, ad Oristano.

Sotto i riflettori del procuratore, Domenico Ezio Basso, ci sono 15 persone tra personale medico e infermieristico che, secondo i primi accertamenti condotti dai carabinieri del Nas di Cagliari, avrebbero somministrato dosi di vaccino a persone che in quel momento non ne avevano titolo, scavalcando così gli anziani e le fasce di cittadini fragili.

Ma nella stessa inchiesta ci sarebbe anche un secondo filone che riguarda altre categorie di soggetti che avrebbero ottenuto i vaccini prima del loro turno.

In Umbria e Puglia, invece, i sospetti si concentrano su presunti caregiver.

La Regione Umbria parla di alto rischio ‘imbucatì e annuncia controlli ‘spot’ per verificare i requisiti richiesti anche per i familiari conviventi delle persone estremamente fragili.

A Bari, invece, l’indagine già in corso del Nas – che nei prossimi giorni consegnerà una prima relazione – si allarga alla Fase 2 della campagna vaccinale e alle somministrazioni ai caregiver degli under 16 disabili dello scorso fine settimana di Pasqua.

I reati che potrebbero essere contestati vanno dal falso all’abuso d’ufficio al peculato.

Insorge il presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, David Lazzari:”Credo che purtroppo il presidente Draghi sia stato mal consigliato, per il semplice motivo che gli psicologi, in quanto operatori sanitari, sono stati obbligati dal Governo stesso a fare il vaccino.

Quindi non c’é stato salto di fila né richiesta da parte nostra, è stato il Governo che ha stabilito che, per proteggere i pazienti, tutti gli operatori sanitari dovessero essere vaccinati.

Addirittura l’ultimo decreto prevede che, se non c’é vaccinazione, gli psicologici possano essere sospesi dall’attività professionale: c’é una contraddizione clamorosa, è evidente che un capo del Governo non possa sapere tutto ma i suoi consiglieri avrebbero dovuto conoscere questi fondamentali dettagli tecnici”.

E aggiunge: “L’altro aspetto è che chi evidentemente ha consigliato il presidente Draghi non sa quello che fanno gli psicologi, la maggior parte dei quali sul campo, opera all’interno non solo delle strutture sanitarie ma in tantissime realtà con bambini, con soggetti disabili, con anziani nelle Rsa, nei consultori familiari, nelle comunità terapeutiche, siamo in mezzo alla gente e a contatto con le persone che aiutiamo e la ratio della norma era di non contagiarle, considerato che non tutto e non sempre si può fare online.

Siamo offesi e anche umiliati, ma non me la prendo tanto con Draghi quanto con chi lo ha consigliato, probabilmente rimasto a molti decenni fa, con una visione antica dello psicologo e della psicologia”.

COMMENTO:

E’ molto doloroso constatare che per troppi italiani vige ancora la legge del più “furbo”.

Tutto cambia ma questa legge sembra non possa essere abrogata.

Mettersi in coda per strada o ad il supermarket è un affronto da lavare con un un bel pò di colorite espressioni dialettali.

Non si tratta di terroni o polentoni, ricchi e poveri.

Passare davanti agli altri è un piacere come superare un bolide alla formula uno.

Non mi sono meravigliato dei furbetti del Covid.

Non mi stupisco ma sono profondamente indignato.

Spero possano essere almeno sanzionati.

Solo in questo caso sono favorevole alla tanto famosa gogna.

Gianni ZANIRATO

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