IL SUICIDIO DI SEID VISIN, DALLE GIOVANILI DEL MILAN A VITTIMA DI RAZZISMO: “SENTO GLI SGUARDI SCHIFATI DELLE PERSONE”

La Repubblica del 05 Giugno 2021

L’amico Donnarumma: “Non dimenticherò mai il suo sorriso”.

Letta: “Se puoi scusaci”.

Carfagna: “Macchia che deve riempire di vergogna chiunque coltivi il disprezzo verso l’altro”.

Patuanelli: “A volte mi chiedo se saremo in grado di salvarci da noi stessi”

Seid Visin non è morto per un malore, ma ha scelto di togliersi la vita per il clima di razzismo che respirava in Italia: il 20enne calciatore di origine etiope adottato da bambino da una coppia di Nocera Inferiore (in provincia di Salerno) che aveva militato nelle giovanili del Milan e del Benevento ha lasciato una lettera per spiegare le ragioni del suo gesto. 

L’ha diffusa sui social l’associazione “Mamme per la Pelle”, fondata dalla milanese Gabriella Nobile, per “urlare forte che se non ci uniamo in una vera lotta antirazzista, i nostri figli continueranno a soffrire”.

La lettera, risalente al gennaio 2019 pubblicata sui social dopo la sua morte dalla sua psicologa Rita D’Antuono D’Ambrosio, e letta oggi durante il funerale a Nocera Inferiore,ha commosso il mondo della politica che si è interrogata sullo spinoso tema del razzismo.

“Se puoi scusaci, chiediamo perdono”, è il commento del segretario dem Enrico Letta.

“Non tutti abbiamo oggi il diritto di piangerlo – afferma Osvaldo Napoli, deputato di ‘Coraggio Italia’ – molti di noi politici hanno invece il dovere di interrogarsi sulla deriva di inciviltà e di cialtroneria che ha colpito un popolo un tempo conosciuto come ‘brava gente'”.

“La disperazione che emerge dalla lettera di questo ragazzo giovanissimo, nel fiore degli anni e delle energie  – sottolinea Mara Carfagna, ministro per il Sud e la Coesione territoriale – è una macchia che deve riempire di vergogna chiunque coltivi il disprezzo verso l’altro”.

COMMENTO:
Non riesco a trovare le parole per il mio grande dolore e la vergogna di appartenere a questo mondo ingiusto.

La nostra ottima razza annovera tra i propri appartenenti persone che non si ricordano quante persone hanno ucciso:

“tra cento e duecento”.

Parlo del criminale Giovanni Brusca.

Appartenete alla nostra razza!!!

Giudichiamo ogni singola persona per ciò che fanno ed hanno fatto.

Aggiungerei per ciò che sogna ognuno di noi.

Io sogno un mondo colorato dove ognuno metta il proprio colore con orgoglio e crei una società “dove l’uomo sia di aiuto all’ uomo” (cito a memoria Berthold Brecht).

Gianni ZANIRATO

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