E LI CHIAMIAMO BAMBINI

Ieri ho visto una delle immagini che alcuni giornali pubblicano,ho avuto una reazione “ nausea”.

Nella foto si vedevano bambini che risalivano da grandi buchi neri di una miniera in Perù, dove si estrae l’argento.

Children and young adult working in a Mica mine in Ampikazo. The young boy is carrying food for the workers.

I massi che portavano alla luce erano più grandi di loro.

Scendono nelle viscere della terra senza bere o mangiare per ore e ore, masticando coca per resistere alla fatica.

Lo stesso sfruttamento avviene in Asia, Nuova Guinea,Costa D’Avorio e altri paesi dell’America Meridionale, per la raccolta del cacao.

Il prodotto finito lo compriamo nei nostri supermercati, e prepariamo deliziosi dolci al cioccolato.

Per soddisfare la grande richiesta e avere queste piantagioni hanno sacrificato ettari di foreste.

Nonostante tutto, questi bambini pagati con pochi spiccioli giornalieri sono contenti perché hanno un lavoro che permette la sopravvivenza delle loro famiglie.

Se ne potrebbero citare a dozzine di questi orrori, per mano di gente senza scrupoli, governanti corrotti e assetati di potere, associati a grandi potenze mondiali arricchite con lo sfruttamento dei bambini.

Mi chiedo: se nel 2021 devono ancora esistere questi orrori sotto agli occhi del mondo?…

Se non esistessero le ONG volontari senza scopo di lucro e privati donatori, medici, missionari, cosa ne sarebbe di questa già disastrosa situazione?

Il mio malessere cresce, quando penso che se tutti i Paesi del mondo si unissero in aiuto, al Vaticano che predica tanto e da solo briciole si risolverebbe la fame nel mondo.

I bambini andrebbero a scuola e i loro genitori al lavoro.

Le risorse in questi Paesi esistono, hanno materie prime e rare.

So di avere concluso con la “favoletta” ma la riflessione che ho fatto ora non lo è.

Il tempo che ho impiegato per scrivere questa pagina c.ca 30 minuti, sapete quanti bambini sono morti?…

Non lo scrivo, sto piangendo.

Ornella ZANIRATO

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