MICCICHE’: “A CENA CON RENZI, SARA’ PRESTO NEL CENTRODESTRA”

Intervista al presidente dell’Ars: “La sconfitta ai ballottaggi? Me l’aspettavo. I candidati civici non funzionano. Matteo svolterà col voto a Palermo”


Il leader di Sicilia Futura Edy Tamajo parla già “dell’Isola come laboratorio politico” e annuncia che domani a mezzogiorno ufficializzerà la nuova “federazione Italia Viva-Forza Italia”, dopo la cena fiorentina della settimana scorsa tra Gianfranco Micciché e Matteo Renzi, durata tre ore e rivelata da La Sicilia. Ma il leader forzista che ha accettato di vedere l’ex premier solo a patto di incontrarlo in un tre stelle Michelin, minimizza: “Non un matrimonio, ma ottimi rapporti. In ogni caso credo che il destino di Renzi sia nel centrodestra”.

Un centrodestra che però è in crisi nera: ha visto i risultati dei ballottaggi?

“Mi crede se le dico di no? Tanto sapevo che sarebbe andata male”.

Perché?

“Intanto perché i candidati della società civile non funzionano a meno che non si scelgano un anno prima dando il tempo agli elettori di conoscerli. Un politico, invece, sai chi è anche per sentito dire”.

Solo questo?

“C’è anche una grande litigiosità nel centrodestra. E la gente dai litigi scappa”.

Forza Italia sposa Italia Viva?

“Macché. L’ho detto a Renzi che i matrimoni si celebrano a Roma”.

Però siete andati a cena da soli.

“Sì. Voleva parlarmi”.

Di cosa?

“Sa che Sicilia Futura ha deciso già da tempo di aderire a Forza Italia e mi ha chiesto la possibilità di mantenere il gruppo di Italia Viva all’Ars almeno fino alle comunali di Palermo: se uscissero Tamajo e D’Agostino resterebbe solo Laccoto”.

E lei cosa ha risposto?

“Ho detto di sì. Intanto perché mi conviene avere un capogruppo in più e poi perché i buoni rapporti sono la vera cosa che conta in politica”.

Iv diventerà una stampella del governo Musumeci?

“Io sto pensando a rafforzare Forza Italia: Tamajo e D’Agostino sono due politici bravissimi che hanno tantissimi voti, che stanno per strada e conoscono la gente. Cominceremo a lavorare alle liste per le comunali”.

Ma perché se Iv non fa parte dell’operazione come lei dice, Renzi le avrebbe chiesto di mantenere il gruppo all’Ars?

“Credo che voglia provare a esprimere una sua lista per le amministrative e si sarebbe indebolito se fosse rimasto senza una rappresentanza all’Assemblea. Secondo me alle comunali di Palermo e Genova, Renzi ufficializzerà la sua adesione al centrodestra”.

Quindi alla fine lavorerete insieme?

“Se come io credo Draghi resterà presidente del Consiglio, ci sarà una necessaria riforma elettorale in senso proporzionale e gli schieramenti come li abbiamo conosciuti non esisteranno più. E allora sì che si apriranno nuovi scenari”.

Già per le comunali di Palermo?

“Per le regionali. A Palermo io vedo una corsa classica: centrosinistra più M5S contro centrodestra”.

Anche se il Pd vi corteggia?

“L’ho già detto: le elezioni del presidente della Repubblica chiariranno molte cose”.

A Palermo chi sarà il vostro candidato?

“Lagalla è una bellissima opzione. Si vuole candidare anche l’avvocato Francesco Greco. Ma noi in casa abbiamo la disponibilità di Francesco Cascio che sarebbe un ottimo candidato. Solo un nome per me è fuori dai giochi”.

Quale?

“Quello di Scoma”.

Perché?

“Lasci Forza Italia e poi mi chiedi di sostenerti? Mai”.

A Firenze ha scelto lei il ristorante?

“Certo. Renzi mi ha chiesto di vederci e io ho detto va bene: alle 21 all’enoteca Pinchiorri. Per arrivare a Firenze il viaggio è lunghissimo: mi meritavo una bella cena”.

Che avete mangiato?

“Non ricordo. So quello che abbiamo bevuto: un ottimo Bolgheri”.

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