LA VARIABILE INDIPENDENTE

Draghi, nella miniriforma delle aliquote IRPEF, ha previsto (in questo periodo – transitorio – di crescita) una diminuzione dell’IRPEF.

Ieri ha inoltre proposto che i percettori di reddito superiori a 75.000 euro venissero esclusi per un anno dai vantaggi per finanziare ulteriormente il caro-bollette dovuto all’aumento del costo dell’energia.

Questa proposta è stata subito bocciata dalla destra unita (Berlusconi, Renzi, Salvini e Meloni).

I 300 milioni aggiuntivi per il caro-energia sono stati trovati nelle “pieghe del bilancio” (ma come sono miracolose queste pieghe del bilancio!).

Ogni tentativo di redistribuzione del reddito muore appena nato.

Ci aveva già provato mesi fa Letta che aveva proposto un timidissimo aumento della tassa di successione (l’Italia à il Paese OCSE in cui si paga di meno) per finanziare un aiuto ai giovani studenti. Si trattava di pochi, pochissimi, milioni di euro. Ma no: niente da fare.

In economia ci sono fattori che possono cambiare: i salari, l’inflazione, il debito pubblico, l’inflazione, ecc.

Una sola cosa non può cambiare in una società capitalistica: i ricchi non devono essere toccati.

Questa è la variabile indipendente di tutte le manovre finanziarie e di tutti i governi.

Eppure tutti sanno che la causa di ogni danno sociale è il divario economico (in Italia la forbice sociale è tra le più alte in Europa): evasione ed elusione fiscale, corruzione, contaminazione finanza-criminalità organizzata, ecc.

Giusto combattere tutte le discriminazioni sociali, ma credo che la prima discriminazione contro cui battersi è quella economica.

La sinistra deve riprendere in pugno con forza, e senza nessuna timidezza, questa battaglia per ritrovare la sua anima.

di Angelino RIGGIO

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