LODI, DONNA NO VAX MUORE PER COVID, ORA LA SORELLA LANCIA UN APPELLO: “VACCINATEVI”

Brunella Marchetti, casalinga di 46 anni, era originaria di Bertonico, paesino della Bassa Lodigiana al confine con Crema.

Viveva con il marito a Pizzighettone dove oggi alle 15 si sono tenuti i funerali

Terrorizzata dal vaccino aveva deciso di non farlo.

Così Brunella Marchetti, casalinga di 46 anni, è morta per una polmonite bilaterale da Covid19 al Policlinico di Milano, dopo un mese in terapia intensiva.

Originaria di Bertonico, paesino della Bassa Lodigiana al confine con Crema, la donna da dopo le nozze viveva con il marito a Pizzighettone dove oggi alle 15 si sono tenuti i funerali.

La 46enne era da sempre restia ai farmaci, “piuttosto si teneva il mal di testa – ricorda la sorella Gabriella, senza trovare pace -.

Era spaventata, mi diceva: “chissà poi cosa mi mettono in vena”.

Per questo dico a tutti, “vaccinatevi, vaccinatevi”.

Non smetterò di ripeterlo.

Il tumore ti viene, l’incidente succede, ma morire così a 46 anni non è possibile”.

A fine novembre Brunella aveva accusato i primi sintomi della malattia.

Poi era arrivata la febbre alta e la situazione era subito precipitata.

“Era donatrice Avis, era giovane e sana, i medici giocavano sul fatto che reagisse – ripete Gabriella -.

Invece è stato un declino totale, uno stillicidio.

In tre giorni si è aggravata, l’8 dicembre è andata in coma e non si è più svegliata.

Il dottore mi ha detto che ha preso una delle forme più aggressive di Covid, l’infezione era talmente progressiva che hanno usato tutte i tipi di antibiotico, anche quelli sperimentali, ma non c’è stato niente da fare”.

A inizio dicembre, al pronto soccorso di Codogno le era stata diagnosticata un’infezione lieve ai polmoni e le erano stati prescritti antibiotico e aerosol.

Ben presto però Brunella era peggiorata.

E una notte in cui stava troppo male, il marito Riccardo aveva chiamato il 118.

Trasportata in ambulanza all’ospedale di Codogno, nelle ore successive era stata trasferita all’ospedale Maggiore di Lodi, ricoverata in terapia intensiva e intubata.

Quindi trasferita al Policlinico di Milano dove ha lottato tra la vita e la morte per settimane.

Poi, il 30 dicembre, il decesso.

“Per un mese tutte le sere le scrivevo. “Dormi, fai un piccolo passo, per piacere”.

Non mi poteva rispondere ma le scrivevo ugualmente – racconta la sorella -.

Lei è forte, mi dicevo, ce la deve fare.

Ma ogni giorno, alle 15.30, quando arrivava il bollettino dall’ospedale era sempre peggio”.

Fino all’epilogo tragico.

Che nessuno in famiglia riesce ad accettare.

“Io non avrei mai dovuto ordinare i fiori per mia sorella – scuote la testa Gabriella -. Quando vado a Bertonico al Caferino e di fronte c’è il suo “manifesto”, penso che non è giusto, è innaturale. Io ho 61 anni, non sei tu che devi morire. Ne ho passate tante, ma il Covid è un mostro. Lo chiamo l'”anticamera dell’inferno”.

Quello che ho visto in ospedale, quando mi hanno fatto vedere l’ultima volta mia sorella, non si può spiegare”.

Gabriella è più grande di Brunella di 15 anni.

Quando la “sorellina” è nata, per lei è stato come avere una figlia.

“Fino a quattro anni mi chiamava mamma – ripete, straziata dal ricordo -. Uscivo con il fidanzato e mi veniva dietro. Siamo in cinque fratelli e tutti legatissimi. Ho la casa che parla di lei, era qui da me la domenica prima di ammalarsi”.

L’ultima volta che si sono sentite è stato via WhatsApp, quando Brunella era già ricoverata a Lodi.

“Mi ha detto che non poteva più scrivermi e io le ho mandato una mia foto e le ho scritto: “guarda che ti aspetto””. Sul cellulare di Gabriella le ultime parole della 46enne: “Mi ha risposto “grazie” col cuore”.

COMMENTO:

Poche parole.

NO AI CIARLATANI.

Ascoltiamo la scienza!

Anche la scienza può sbagliare ma questa è una CATASTROFE.

Ognuno di noi deve diventare un SI’ VAX militante.

Ogni persona che convince un’ altra ad andare a vaccinarsi è una grande vittoria per l’umanità intera.

Siamo tutti impegnati a combattere.

TUTTI.

Salviamo bambini ed adulti.

Ogni persona che convinciamo alla vaccinazione possiamo averne salvate tante.

Gianni ZANIRATO

MILITANTE SÌ VAX.

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