LA RUSSA: “SUL 25 APRILE IO VOLUTAMENTE FRAINTESO”. IL DIRETTORE GIANNINI: “LA SUA INTERVISTA FIN TROPPO CHIARA”

«Non sfilerò nei cortei per come si svolgono oggi», ha detto il neo presidente del Senato. Immediate le reazioni della politica, poi la contestazione sul titolo dell’intervista a «La Stampa»

ROMA. «Non sfilerò nei cortei per come si svolgono oggi, perché lì non si celebra una festa della libertà e della democrazia ma qualcosa di completamente diverso, appannaggio di una certa sinistra».

Parole del presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervistato da La Stampa, che hanno scatenato, immediate, le reazioni della politica.

Ma la seconda carica dello Stato, adesso, torna sui propri passi.

Anzi, accusa il giornale: «Mi hanno volutamente frainteso».

«La mia contrarietà – dice – è su come si festeggia».

La Russa – come già il ministro Guido Crosetto nei giorni scorsi – annuncia querele nei confronti di chi d’ora in poi «traviserà parole e fatti che mi riguardano».

Ma la vicenda è già un caso.

«Prendo atto – dice il direttore de La Stampa, Massimo Giannini, della retromarcia del presidente La Russa, che deve essersi reso conto dell’enormità delle sue parole».

Citando il titolo che La Russa contesta definendolo «fuorviante» delle sue parole, Giannini sottolinea: «Non ha “fuorviato” un bel niente».

E aggiunge: «Valuti chiunque se un titolo che dice “Non celebrerò questo 25 aprile” travisa il senso di una risposta che, alla domanda “Celebrerà il 25 aprile?”, recita testualmente “Dipende. Certo non sfilerò nei cortei per come si svolgono oggi”».

Risposta netta e inequivocabile, quella del presidente del Senato, da cui si deduce «che, ad “oggi”, non lo celebrerà – continua il direttore de La Stampa –. Quanto al “domani”, chissà, magari il presidente La Russa ha in animo di festeggiarlo privatamente, nella sua casa in cui troneggia il busto del Duce, oppure di organizzare qualche suo corteo alternativo, cosa che a questo punto dell’avventurosa transizione italiana, purtroppo, non si può escludere».

Nessun fraintendimento, dunque, ma un messaggio chiaro anche secondo il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini: «Caro presidente La Russa, se può permettersi persino di avere dubbi sulla sua partecipazione ai festeggiamenti del 25 Aprile (festa nazionale della Repubblica Italiana che si celebra per commemorare la liberazione dell’Italia dal nazifascismo) è perché ci fu chi sacrificando la propria vita, o mettendola a rischio, contribuì a cacciare un regime assassino e permettere a tutti noi, dunque anche a lei, di vivere in libertà e in democrazia».

«Il Presidente del Senato, della Repubblica italiana nata dalla Resistenza, alla domanda se celebrerà il 25 aprile risponde: “Dipende” – ha reagito in mattinata anche il senatore Francesco Verducci, del Partito Democratico –. No, il 25 aprile non “dipende” da come vorrebbe riscriverlo Ignazio La Russa. Il 25 aprile è e resterà la Festa della Liberazione dal regime fascista e dell’occupazione nazista. La festa di tutti gli italiani, la data fondativa della Repubblica, il simbolo della libertà e della democrazia, dei valori antifascisti di emancipazione su cui poggia tutta la nostra Costituzione e tutto quello che noi siamo. Il presidente del Senato abbia rispetto per il ruolo che ricopre e per la Repubblica italiana, di cui l’antifascismo è valore fondativo».

«Chi è La Russa lo sapevamo bene – scrive su Facebook Valentina Cuppi, presidente del Pd e sindaco di Marzabotto – Voleva anche cancellare il 25 aprile, proponendo di trasformare la festa della Liberazione in giorno di ricordo delle vittime del coronavirus, un’aberrante strumentalizzazione di quelle morti e di quel dolore. Oggi che è Presidente del Senato, non si smentisce, fa capire quanto sia inadeguato a quel ruolo, ad essere seconda carica dello Stato, a rappresentare la nostra Repubblica Antifascista nata dalla Resistenza».

La Russa – secondo il senatore del Pd Walter Verini –  vuole «superare fascismo e antifascismo, come fossero la stessa cosa». Aggiunge: «Queste parole non sono da presidente del Senato. Lui sta lì e parla perché vinsero gli antifascisti. Se avessero vinto i fascisti ci sarebbe ancora la dittatura. Legga Foa, rispetti la Costituzione».

La Russa, lei non è degno di stare nel Parlamento!

Lei: non osserva quanto scritto sulla nostra Costituzione!!!

Gianni ZANIRATO

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